GARDONE – 42 medaglie per la Pedersoli ai mondiali di tiro con armi

0

Quarantadue è un numero sostanzialmente poco usato nella Cabala quotidiana. Tuttavia, tanto per dare un’idea quantitativa di come questo numero sia legato a meccaniche celesti, pensate che, ipotizzando di poter piegare per 42 volte un foglio abbastanza largo, si otterrebbe una pila alta fino alla Luna. Ora, per tornare sulla terra e in Valtrompia in particolare, cosa ci spinge a introdurre sul proscenio questo misconosciuto numero? Risposta: le medaglie vinte dalla Davide Pedersoli nell’ultimo campionato mondiale del tiro con armi ad avancarica.

E il buon Pierangelo Pedersoli adesso sta sicuramente piroettando felice sulla Luna. Accenniamo con leggerezza e senza ulteriori ermetici approfondimenti che del totale delle medaglie dodici sono di oro (siamo nel…?), quattordici di argento e sedici di bronzo: una progressione binaria dai rosei auspici (due gli occhi, due i buchi nel naso, due gli orecchi, due i gioielli di famiglia per l’uomo…). Oltre a queste considerazioni, di arcana o cosmologica ispirazione, altre sono le informazioni che concorrono a rimpolpare questo articolo. Il campionato si è svolto in Germania dal 12 (!) al 19 agosto a Pforzheim. Considerando, naturalmente, soltanto le specialità in cui esse vengono impiegate, le armi della Davide Pedersoli hanno conquistato circa il 44% delle medaglie disponibili.

Oltre ai tiratori del Paese ospitante, il podio di Pforzheim ha visto protagonisti atleti provenienti da svariate nazioni europee: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Gran Bretagna, Italia, Polonia, Spagna e Svizzera. Una vera e propria testimonianza di quanto siano diffuse e apprezzate le armi Pedersoli. È certo che un buon tiratore è necessario per raggiungere risultati importanti; altrettanto certo è che una buona arma potenzia ed esalta le qualità di chi spara. A parità, quindi, di potenziale, tra due tiratori emerge quello che può contare su un’arma fedele, precisa e affidabile.

Il successo delle armi Pedersoli, come quello di molte armi sportive di Gardone, sta sostanzialmente tutto qui: affidabilità e precisione. Oltre ad una armonica bellezza intrinseca. Affidabilità e precisione che non nascono dal caso ma da una lunga e costante ricerca di tecnologie che coinvolge non solamente i processi produttivi ma anche la ricerca di materiali che sappiano coniugare alla leggiadrìa dell’arma sportiva, le qualità che un ‘uomo d’arma’, sia esso cacciatore o tiratore, richiede.

Nel caso specifico del tiro ad avancarica, poi, l’evoluzione tecnologica deve compendiare lo stato dell’arte entro forme e filosofie d’epoca, affinando costantemente tecniche di produzione, manualità artigianali, elaborazioni estetiche senza discostarsi dall’arma di allora: riproduzione d’autore, appunto. “La forca è la forza dell’oppressore. La carabina quella degli uomini liberi” disse Garibaldi nel 1860. Ed è probabile che chi pratica questo sport si senta un po’ ‘garibaldino’: pioniere di un mondo di ‘liberi e uguali’, oltre le regole e le costrizioni, eroe per un giorno e sovrano del proprio destino.