GARDA – La Regione alle prese col tracciato della Tav

0

Sono numerosi i Comuni del basso Garda e dell’hinterland benacensi che hanno chiesto un tavolo di confronto con Stato e Regioni al fine di rivedere il tracciato della Tav in relazione alla tratta Verona-Brescia. In modo particolare è stato proposto di spostare la linea ad Alta Velocità a sud delle colline moreniche, nell’alto matovano.

“Le motivazioni sono sicuramente ineccepibili – ha osservato la portavoce del Coordinamento Daniela Carassai -. Questo è un territorio densamente urbanizzato e fittamente coltivato a vigneti di alto pregio, che inoltre ospita diversi edifici produttivi, agricoli, manifatturieri, commerciali e turistici. Noi però disapproviamo: non le motivazioni che inducono a chiedere che l’alta capacità ferroviaria non passi dal Garda, ma la scelta di preservare il proprio orto a discapito di quello del vicino. Una tutela territoriale miope”. Cassai si dice rammaricata del fatto che “non si tenga conto del risparmio per tutti gli italiani se invece del tracciato Tav si sostenesse con forza il potenziamento della linea esistente: una soluzione meglio realizzabile in termini di tempi, con costi decisamente molto inferiori e al servizio per i migliaia di pendolari che vivono disagi in termini di orari, tagli delle fermate e fatiscenza dei vagoni”.

Il Coordinamento ha, inoltre, sottolineato che “anche la Corte dei conti il 7 luglio 2011 rilevava che l’opera pregiudica l’equità intergenerazionale, caricando in modo sproporzionato sulle generazioni future i vantaggi ipotetici goduti da quelle attuali”. Evidentemente sono di diverso avviso gli amministratori dei Comuni gardesani, mentre Portogallo, Russia, Germania e Austria hanno rinunciato al progetto.

Al vaglio del Consiglio regionale lombardo, dunque, la richiesta avanzata al Governo di studiare un tracciato mantovano per la Tav Brescia-Verona, alternativo a quello attuale previsto tutto in territorio bresciano. I Comuni gardesani, infatti, hanno chiesto a gran voce, costituendo un unico fronte, lo spostamento in terra mantovana del tracciato della nuova linea ferroviaria ed ora politici ed amministratori chiedono di impegnare la Giunta regionale lombarda a chiedere ufficialmente l’elaborazione di un tracciato alternativo rispetto a quello previsto sul Garda, in sede di Conferenza di servizi con Stato, Ferrovie, Consorzio alta velocità e l’altra Regione coinvolta, il Veneto.

Nel corso dell’adunanza di oggi verranno, dunque, analizzati e posti a raffronto due progetti, quello che passa attraverso le colline moreniche del Garda e quello che passa più a sud, nel mantovano. La proposta non è stata presa di buon grado, com’è ovvio che fosse, dal fronte mantovano, che l’ha interpretata come un tentativo di scaricare il problema dell’alta velocità.“La mozione – lamentano i consiglieri Pd – verrà discussa al Pirellone senza che ci sia stato un preliminare confronto con le forze economiche mantovane”. Di contrario avviso è il consigliere bresciano del Pdl Mauro Parolini, che ritiene non si tratti di scaricare il problema in casa d’altro, bensì di scegliere la soluzione più sostenibile.