GARDA – Progetto Oligar sull’olio dop per studiare la tracciabilità

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L’olio del Garda è un olio extra vergine di oliva a Denominazione d’Origine Protetta, eccellente per pregi organolettici, prodotto nella zona del lago di Garda. Il Consorzio Garda Dop, riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali nel 2004, è predisposto all’attuazione di un accurato programma di controllo volto a garantire l’origine dell’olio Extra Vergine di Oliva Garda Dop e la sua produzione mediante olive sane e mature, conservate con cura, a tutela sia del produttore che del consumatore.

Grazie ai finanziamenti messi a disposizione dalla regione Veneto, è stato realizzato il progetto Oligar presso il laboratorio di biotecnologie dell’Università di Verona e quello di scienze alimentari dell’Università di Udine, finalizzato ad individuare un nuovo metodo di analisi dell’olio di alta qualità. I risultati sono stati presentati il 28 giugno a Verona e sono in grado di attribuire un valore scientifico alla qualità del prodotto.
“Fra i controlli svolti all’estero – ha spiegato il coordinatore del progetto prof. Zeno Varanini, dell’Università di Verona – alcuni riguardano la presenza di sostanze contaminanti non frequentemente considerate oppure l’applicazione di metodi analitici atti ad individuare frodi che in alcuni casi si basano su presupposti scientifici non unanimemente condivisi o che sono stati sviluppati considerando le caratteristiche di un numero assai limitato di oli extravergini. L’applicazione di questi metodi analitici a oli dalle caratteristiche diverse può determinare il rischio di penalizzare in maniera indebita un prodotto genuino e di pregio qual è l’olio del Garda”.

Tale metodo verrà utilizzato dal laboratorio del Consorzio che, non accontentandosi dei controlli già esistenti, sarà in grado perfino di stabilire se le olive per mezzo delle quali l’olio è stato prodotto provengono dal Garda Bresciano, dal Garda Veronese o da Riva del Garda. Tutte e tre le zone sono Dop Garda, ma l’individuazione corretta della provenienza delle olive sarà in grado di giustificare le differenze di prezzo che intercorrono fra le varie bottiglie gardesane. Il laboratorio, inoltre, sarà in grado di valutare anche la qualità dell’olio e, in modo particolare, di stabilire se le olive sono state frante nello stesso giorno della raccolta, se l’olio ha preso luce o è stato esposto al caldo.

Il presidente del Consorzio, il bresciano Andrea Bertazzi, invita gli studiosi ad analizzare anche l’andamento qualitativo delle varie annate. ‘Ogni annata – ha spiegato – è diversa e i dati raccolti possono essere diversi o discordanti. Quindi, sarebbe opportuno reperire le risorse per avere annualmente una banca dati ricca realizzata per dire se i dati rilevati da un campione di olio rientrano all’interno del range di valori che definiscono l’Olio Garda Dop. Uno dei problemi che accomuna tutti i consorzi di oli Dop in Italia è l’imitazione da parte di oli non Dop (senza la garanzia di provenienza) che utilizzano in etichetta nomi o immagini che alludono alla zona di

produzione e venduti a prezzi non reali in base ai costi di produzione. Una banca dati di questo genere è molto utile per svolgere delle analisi interne e capire la provenienza di questi oli’.

Attraverso tali accorgimenti, si cercherà di rendere l’olio del Garda in grado di soddisfare gli standard più esigenti, in modo tale da poterlo esportare anche all’estero in mercati di nicchia, promuovendone il valore alimentare.