SALÒ – Pakistana vittima di violenze: padre e cugino in manette

0

Lo scorso mercoledì 26 settembre, sono scattate le manette per due cittadini di origine pakistana parenti tra loro, rispettivamente zio e nipote. I Carabinieri della Compagnia di Salò, dopo una lunga fase investigativa, li hanno arrestati contestando loro i reati, in concorso, di violenza sessuale aggravata e di sequestro di persona.

Vittima dell’accaduto una giovane ragazza 19enne, residente dal 2008 sul Benaco, che era stata promessa in sposa, contro la sua volontà, ad un cugino connazionale residente in Pakistan. A seguito del diniego della ragazzina ad accettare il programmato matrimonio, il padre, disapprovando i suoi comportamenti, aveva inflitto alla figlia continuate violenze non soltanto psicologiche ma anche fisiche. Alla ragazza veniva ordinato pure di stare in casa, luogo in cui veniva rinchiusa. Da qui, appunto, l’accusa di sequestro di persona.

La pressione esercitata dalla famiglia della giovane ha, fortunatamente, fatto sì che quest’ultima si confidasse con una connazionale che, a sua volta, riferiva della vicenda ai militari della Compagnia di Salò.

I Carabinieri, agendo con una certa indiscrezione, si sono messi in contatto con la ragazza, che ha poi provveduto a denunciare gli episodi di violenza che era costretta a subire. In modo particolare, la giovane ha raccontato particolari cruenti e di violenze sessuali operate a suo danno da parte del cugino coetaneo, col preciso scopo di infliggerle una punizione c.d. esemplare.

Quando poi i familiari hanno preso conoscenza della denuncia sporta a loro carico da parte della ragazza (il giorno stesso della denuncia), la hanno minacciata di morte tenendo tra le mani un grosso coltello da cucina. Nel pomeriggio della stessa giornata sono intervenuti i Carabinieri, che hanno trovato la ragazza in lacrime rinchiusa in casa. Immediato è stato l’arresto del padre e del cugino della vittima, rispettivamente di 43 e 19 anni.

Le indagini svolte dai militari hanno poi consentito di appurare che nella mattinata di quello stesso giorno la giovane avrebbe dovuto prendere un volo già prenotato per il Pakistan. Forse è stata proprio questa circostanza a determinare nella giovane la volontà do sporgere denuncia, vista come unica speranza per sottrarsi alle pressioni della famiglia.

Il Gip che si occupa del procedimento ha già convalidato l’arresto dei due parenti, ma nei loro confronti, in attesa di ulteriori decisivi riscontri investigativi, non ha disposto misure cautelari di natura coercitiva, limitative cioè della libertà personale.

Zio e nipote, dunque, si trovano ora in stato di libertà: per tutelare l’incolumità fisica della ragazza ne è stato disposto l’affidamento ad una struttura protetta.