PEZZAZE – “Forno in Festa” con Andrea Minessi. Buona anche l’ultima

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Si sono chiuse  lo scorso sabato le passeggiate artistiche promosse in occasione della Decennale del Forno Fusorio di Tavernole, con una visita al santuario di S. Maria della Misericordia.

S. Maria della Misericordia. Fotografia di Alice Podestini.

Nonostante le condizioni atmosferiche avverse, sono state quasi cinquanta le persone che non si sono lasciate scappare l’occasione di riscoprire il Santuario attraverso le interessanti spiegazioni del Dott. Andrea Minessi, architetto ed operatore turistico che, dal 2010, su incarico conferito dalla Comunità Montana di Valle Trompia, si impegna nel promuovere e valorizzare il nostro territorio attraverso fiere, manifestazioni culturali ed eno-gastronomiche ed attraverso visite guidate all’interno dei siti museali valtrumplini: il Forno Fusorio di Tavernole, i Magli di Sarezzo ed il Maglio Averoldi, di Ome, il Museo della tradizione Armiera di Gardone V.T. Dal 2008, inoltre, il Minessi collabora con l’Associazione ScopriValtrompia, la quale mira a valorizzare i già citati musei della Valle attraverso l’apertura e la messa a disposizione di personale per dei tour informativi e didattici. Il Minessi ha inoltre affiancato, quale co-curatore, il prof. Carlo Sabatti nella coordinazione di “Nave nell’Arte”, edito nel 2010 dal Comune di Nave, e di “Nave nella Storia: dalle origini alla prima età napoleonica”, edito anch’esso dal Comune di Nave nel 2011.

Sarà presto disponibile anche “La via del Sacro e dell’Arte in Valle Trompia: un itinerario di arte e devozione nelle chiese della Valle e dei dintorni”, nato dalla collaborazione Minessi-Sabatti, con un saggio introduttivo di Franco Ghigini; il volume verrà presentato giovedì 4 ottobre alle 20:30 presso il Cenacolo del Complesso conventuale di S. Maria degli Angeli, a Gardone V.T. Nel frattempo, un estratto da “Le vie del Sacro”, gentilmente concesso, in anteprima, dal Minessi, proprio in merito al santuario di S. Maria della Misericordia: «Arroccato sul versante della montagna verso la strada che conduce a Bovegno, […] sebbene le strutture del complesso insistano fisicamente sul territorio del comune di Pezzaze, l’amministrazione spirituale del santuario compete alla parrocchia della pieve di Bovegno. Nonostante non esistano documenti certi, gli storiografi accostano il disegno della chiesa all’opera di Agostino da Castello, visti il pregio e la raffinatezza dell’architettura.

Il profondo sagrato che accoglie il visitatore, affiancato da un arioso porticato con archi a tutto sesto sul fianco destro, conduce alla facciata ricostruita nel XVIII secolo, modificando l’originale percezione dei volumi della chiesa. Il fronte, diviso verticalmente in tre scomparti che anticipano la presenza delle tre navate, presenta una linea pulita, caratterizzata da due alte lesene che inquadrano il comparto centrale su cui si impostano la trabeazione sommitale ed un timpano triangolare leggermente sottodimensionato per la grandezza della facciata. Al centro sia apre un finestrone dal profilo mistilineo sotto il quale troviamo, in apposita nicchia, una statua della Vergine da annoverare fra le prime opere di Antonio Carra del 1617 ed ancora ben lontana dalla qualità della produzione dello scultore. Maggiore interesse riscuote l’ingresso della chiesa con il portale ancora baroccheggiante disegnato da snelle semicolonne ioniche che sostengono un timpano curvilineo ed il bel portone scolpito a mascheroni e tralci di vite.

L’interno del tempio è un calibrato gioco di volumi, di raffinata composizione. Nonostante le comprensibili imprecisioni di tracciamento dovute ai mezzi dell’epoca, troviamo uno spazio che inscrive tutta la chiesa, dalle pareti esterne delle navate laterali a quelle della controfacciata e del fondo del presbiterio, in un rettangolo costruito secondo le proporzioni della sezione aurea. Lo schema dell’impianto riprende la tradizionale croce latina con transetto inscritto. La navata centrale ha una sola campata quadrangolare, coperta a botte, che sfocia nella crociera ed è affiancata da due navatelle laterali coperte da volte a crociera e separate da due originali pilastri ottagonali irregolari. La crociera è il nodo focale di tutta la chiesa, costruita in corrispondenza del punto in cui apparve la Vergine nel 1527, e trova la sua sintesi nella grande cupola ottagonale che, secondo i canoni dell’architettura rinascimentale, si imposta su un basso tamburo, illuminato da oculi alternati.

In origine la copertura trovava sfogo nell’alto lanternino centrale oggi nascosto da una vetrata novecentesca. Tutte le pareti della chiesa sono caratterizzate da un esteso apparato decorativo di gusto neobarocco ideato nel 1948 dal pittore bresciano Vittorio Trainini che curò sia le decorazioni minori sia i gradi medaglioni con in Padre Eterno in gloria nella navata e gli angeli dei pennacchi della cupola. Appartengono invece alla decorazione seicentesca della chiesa i medaglioni delle volte del transetto con l’Incoronazione della Vergine e la Presentazione al tempio. Un gusto puramente neoclassico caratterizza altresì gli altari dei transetti realizzati in marmi e scagliole versicolori. Quello di sinistra, dedicato all’Assunta, presenta una pala seicentesca di Tommaso Bona, mentre quello di destra vanta una tela con la Pentecoste firmata da Francesco Zugno o Giugno. Il presbiterio presenta invece una decorazione seicentesca che vede una grande finta architettura incorniciare l’Assunzione della Vergine nella volta. Lo spazio, ingombrato anche dalla mole dell’organo e del controrgano, è dominato dalla grande ancona neoclassica in cui troneggia la monumentale statua moderna dell’Apparizione della Vergine a Maria Amadini e all’amica Caterina. Originariamente qui era collocata la prestigiosa tela di Antonio Gandino del 1610 raffigurante l’Apparizione della Vergine alla Veggente Maria Amadini oggi nella navata laterale di destra. Nel lunettone campeggia la scena degli Apostoli che attorniano il sepolcro vuoto di Maria, opera di Antonio Italiani che ha pure firmato l’arcangelo Gabriele e la Vergine Annunciata ai lati della soasa. […]». Il saggio prosegue, ricordando le altre numerose opere d’arte, quali lo splendido bancone dei Boscaì in sagrestia, le tele ritraenti l’Adorazione dei pastori, donata dal comune di Pezzaze, e l’Adorazione dei magi, offerta invece dal comune di Bovegno, la Valtrompia armata che venera la Vergine della Misericordia di Domenico Voltolini, il Battesimo di Gesù nel Giordano e di S. Giorgio a cavallo del Geroldi.