NUVOLENTO – Giornate europee del patrimonio: Santa Stefania

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Domani, 29 settembre, alle ore 17:30 nella Sala Consiliare del Comune, si potrà assistere alla presentazione di un nuovo sito archeologico, recente oggetto di un intervento di restauro e sistemazione, reso possibile grazie al contributo della Regione Lombardia.

Nuvolento, la villa romana della Pieve

Nei pressi della Pieve del paese sono infatti state riportate alla luce e restaurate le strutture di una villa romana, già indagata nei primi anni ’80 e poi reinterrata; il complesso è stato poi inserito all’interno di un parco aperto al pubblico, con percorsi allestiti con panchine per la sosta e pannelli informativi: un esperimento innovativo volto a valorizzare il sito e ad agevolarne la fruizione.

Dopo la presentazione seguirà un rinfresco e la visita all’area archeologica.
L’evento è promosso da Soprintendenza Beni Archeologici Lombardia, Regione Lombardia e Comune di Nuvolento.

Un breve cenno sulla Pieve di Santa Stefania, il cui attuale complesso romanico è formato dal campanile e dall’edificio ecclesiale, che si presenta a pianta rettangolare con una sola abside semicircolare a est; la facciata è semplice, a capanna. Essa è coperta con coppi, ma nessun particolare decorativo caratterizza gli esterni, conferendo così alle forme architettoniche di questo massiccio monumento quell’aspetto di essenzialità che caratterizza tanti edifici romanici di periferia dei secoli XI e XII.

La chiesa è costruita, per la maggior parte, in pietre calcaree chiare, appena squadrate, disposte abbastanza ordinatamente su livelli orizzontali, assemblati in consistenti spessori di malta. Unici intermezzi nelle piatte e compatte mura perimetrali sono le aperture: in facciata, il portale squadrato in pietra bianca, sormontato da una lunetta triangolare con sopra inserito un grande oculo, entrambi realizzati in epoche più recenti, tra il XVI e il XVII secolo, una stretta finestra a feritoia e una porta sormontata da uno pseudo-protiro triangolare di epoca barocca, prospiciente il campanile, nel lato nord, tre monofore di diversa dimensione nell’emiciclo absidale, con due finestre quadrate, inserite in epoca barocca, sui lati del fronte est della navata, e tre finestre nel longitudinale sud, di cui una è ancora una stretta finestra inserita proprio nel limite del tetto e due sono ampie finestre quadrate, realizzazioni post-medievali.