BRESCIA – Nuovo sindaco per palazzo Loggia, la Cgil vuole le primarie

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La città di Brescia deve cambiare passo. Le ultime cronache evidenziano tutte le difficoltà e le scelte sbagliate dell’attuale maggioranza che governa palazzo Loggia. Lo scandalo Matisse, la decisione di abbattere le torri di San Polo nel pieno di una crisi sociale e degli alloggi o di costruire un costosissimo parcheggio sotto il castello, i tagli indiscriminati ai servizi sociali sono solo alcuni esempi che dicono che a Brescia è necessario costruire un’alternativa di governo in grado di rimettere al centro una visione di città solidale e sostenibile.

Per farlo serve però un’alternativa ampia e coesa. A fine novembre, molto probabilmente, ci saranno le primarie nazionali per individuare il candidato del centrosinistra alla presidenza del consiglio. Si tratta di un’occasione preziosa per far sì che, nella data individuata a livello nazionale, ci possano essere anche le “primarie locali”. Già in passato le primarie si sono dimostrate uno strumento eccezionale per selezionare il candidato migliore: è stato così a Milano, a Torino, a Genova e in tante altre città.

Le primarie sono un modo per coinvolgere i propri elettori, per farli partecipi delle scelte, per dare visibilità al programma di governo e per rendere le coalizioni più coese. In questi anni diverse forze politiche, in Loggia e fuori, associazioni e comitati hanno messo in discussione l’operato della giunta. Ora si tratta di portare a conclusione il confronto già avviato da tempo tra tali soggetti e di fare in modo che siano gli elettori e i simpatizzanti del centrosinistra a scegliere chi sarà il candidato migliore a guidare la coalizione di governo per la Loggia.

In primavera si vota e il tempo rimasto a disposizione non è molto. Per un’alternativa di governo a palazzo Loggia, per una maggioranza ampia e coesa, è tempo di fare le primarie anche a Brescia.

Primi firmatari: Rosangela Comini , Gianbattista Guerrini , Romano Colombini, Daniela Calzoni, Piero Lanzi, Roberto Cucchini,  Giovanni Valenti e Damiano Galletti

Fonte: Cgil Brescia