BRUXELLES – Niente caccia in deroga in Lombardia. Il Pirellone affossa la legge

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“La caccia in deroga in Lombardia finisce dove doveva finire: nel cestino della pattumiera”. Così l’eurodeputato dell’Italia dei Valori Andrea Zanoni commenta l’approvazione delle due pregiudiziali al Consiglio regionale lombardo (poste da Idv e Sel ma votate anche da qualche consigliere di maggioranza) che hanno comportano la non trattazione del provvedimento sulla caccia.

“Grazie alla minaccia delle sanzioni europee in Lombardia è stata ripristinata la legalità e preservate le tasche dei cittadini”. Le due pregiudiziali hanno affossato il progetto di legge sulla caccia che affidava alle province la delega sull’attivazione delle deroghe e prevedeva la caccia a piccoli uccelli protetti a livello statale e comunitario (come fringuelli, peppole, pispole e frosoni). Presentate da Idv e Sel, sono state approvate a voto segreto con 42 voti favorevoli, 28 contrari e tre astenuti, il che vuol dire che alcuni consiglieri di maggioranza hanno votato con l’opposizione.

“Alla fine ha prevalso il buon senso, anche se c’è voluta la sonora minaccia di multe salate da parte di Bruxelles – attacca Zanoni.- Per fortuna c’è l’Europa a proteggere la fauna dall’ingordigia della lobby dei cacciatori e i cittadini dalle ripercussioni economiche dell’irresponsabilità di certe amministrazioni regionali”. Il 21 settembre Zanoni aveva scritto al Premier italiano Mario Monti e al Commissario Ue all’Ambiente Janez Potočnik denunciando l’irregolarità rispetto alle normative europee del progetto di legge sulla caccia in deroga approvato dalla VIII commissione consigliare della Regione Lombardia e affossato dal consiglio regionale.

“Mi auguro che al Governatore del Veneto siano fischiate le orecchie, visto che Venezia sembra intenzionata, nonostante tutti gli avvisi dell’Europa, ad andare avanti sulla strada della caccia in deroga – conclude l’eurodeputato.- Nel caso scattassero le sanzioni, come sarebbe dovuto succedere per la Lombardia, che a pagare siano i responsabili regionali, ovvero gli assessori della Giunta Zaia”. Considerato che la multa (quantificata dal settimanale L’Espresso in oltre un miliardo di euro) e che al Veneto spetterebbe da pagarne la metà, ecco che i tredici assessori di Palazzo Balbi dovrebbero pagare 38,5 milioni di euro a testa.

Fonte: Ufficio stampa Andrea Zanoni (IdV)