BRUXELLES – Aria malata in Italia. E’ la maglia nera d’Europa

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“Italia ed Europa devono lavorare concretamente per abbattere l’inquinamento dell’aria record che proprio nel nostro Paese raggiunge lo zenit della pericolosità per la salute umana”.

E’ il commento di Andrea Zanoni, eurodeputato dell’Italia dei Valori e membro della commissione ENVI, Ambiente, Salute pubblica e Sicurezza alimentare al Parlamento europeo, sul rapporto della qualità dell’aria 2012 dell’Agenzia europea dell’ambiente che vede l’Italia aggiudicarsi la maglia nera per concentrazione di pericolosi inquinanti.

“Ai rigidi standard Ue sulla qualità dell’aria devono corrispondere misure concrete da parte delle autorità locali, regionali e nazionali affinché la nostra salute sia tutelata”. Il 14 agosto Zanoni aveva presentato un’interrogazione alla Commissione Europea per chiedere il rispetto della Direttiva sulla qualità dell’aria da parte dell’Italia. “Abbassare i livelli di polveri sottili allunga l’aspettativa di vita e fa risparmiare la sanità pubblica: le Regioni come il Veneto non possono rimanere indifferenti”.

Secondo il rapporto “Air quality in Europe 2012” dell’European Environment Agency e relativo al periodo 2001-10, l’Italia è il paese che ha sforato più spesso i limiti comunitari per le polveri sottili, l’ozono, il monossido di carbonio, il nickel e il benzene, insieme a Polonia, Slovacchia, Balcani e Turchia. Nerissima la maglia per l’ozono, dove nel 2010 i valori europei più alti sono stati registrati nell’Italia settentrionale, la cui concentrazione ha superato di oltre due volte la soglia limite.

Sul monossido di carbonio, l’Italia è l’unico paese ad essere riuscito a sforare i limiti nel 2001, 2005 e 2010. Le maggiori concentrazioni di nickel nell’aria si registrano ancora una volta attorno ai siti industriali del Nord. “Nel 2013 la Commissione europea rivedrà le politiche Ue per migliorare la qualità dell’aria. Questo perché ben l’81% dei cittadini europei sono esposti a livelli di inquinamento più elevati rispetto ai limiti raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità – fa sapere Zanoni. – E’ arrivata l’ora di affrontare di petto le principali cause dell’inquinamento dell’aria.

Mi riferisco a strutture preistoriche come inceneritori e centrali a carbone, ecomostri che dovrebbero appartenere al passato nonché ai troppi mezzi pubblici funzionanti a gasolio. Prendiamo le polveri sottili (Pm10). La Direttiva europea sulla qualità dell’aria 96/62/CE fissa in 50 microgrammi il limite giornaliero massimo di emissioni, limite che può essere superato non più di 35 giorni l’anno. Purtroppo quasi tutte le città di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna hanno già superato questo limite dopo appena due mesi e mezzo – conclude Zanoni. – Mi auguro che questo ennesimo allarme lanciato dall’agenzia europea serva a svegliare quanti a Milano e Venezia continuano a dormire di fronte alla minaccia che incombe sulla salute dei cittadini”.

Fonte: Ufficio stampa Andrea Zanoni (IdV)