BRESCIA – Scuolabus per i rom. L’assemblea con la Cgil detta le condizioni

0

Rateizzazione dei debiti pregressi relativi allo scorso anno scolastico, pagamento dell’acconto previsto per quest’anno, ma il ripristino immediato del servizio di trasporto scolastico per i bimbi. È quanto chiedono i rom e sinti dei campi di via Borgosatollo e via Orzinuovi che oggi si sono riuniti in assemblea.

“Mi sembra una richiesta ragionevole – sottolinea Damiano Galletti, segretario generale della Cgil di Brescia – che riporterebbe la questione su un binario di maggiore saggezza. L’amministrazione tira fuori il problema dei mancati pagamenti (in alcuni casi vecchi di anni) a sei mesi dalle elezioni, delegando peraltro la gestione della stessa non all’assessore ai Servizi sociali Maione o a quello alla Pubblica Istruzione Arcai, come sarebbe lecito attendersi, ma all’assessore alla Sicurezza Rolfi”.

In questi giorni, ricorda il segretario della Camera del Lavoro, si è potuto verificare lo stato di pericolosità a cui sono costretti i bimbi dei due campi, in particolare quelli di via Borgosatollo. Strade insicure, senza marciapiedi, con auto e camion che passano a grande velocità. “Non è pensabile che i bimbi possano raggiungere le loro scuole in quelle condizioni per tutto l’anno scolastico, è necessario ripristinare immediatamente il servizio di trasporto – afferma Galletti.-

E per il resto bisogna anche prevedere che ai bimbi delle materne venga garantito l’accesso a scuola. La circolare che invita le insegnanti a lasciare a casa i bambini che non sono iscritti al servizio mensa è un’inutile cattiveria, di cui sicuramente non avevamo bisogno e argomentazioni del tipo “la materna non è obbligatoria” sono decisamente fuori luogo: come è stato detto e ripetuto dai tanti rappresentanti di associazioni intervenuti negli ultimi giorni, il primo canale di apprendimento della lingua, socializzazione e inclusione passa dalla scuola, materna o obbligatoria che sia. La discussione deve partire da qui, e su questo noi siamo disposti ad aprire un confronto”.

Fonte: Cgil Brescia