BRESCIA – Lavoratrice incinta e licenziamento

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Con la sentenza n. 14905 del 5 settembre scorso la Cassazione è intervenuta analizzando un’ipotesi relativa al divieto di licenziamento della lavoratrice madre ex art. 54 del D.L.vo n. 151/2001 e alla non applicazione della disposizione in presenza “di colpa grave da parte della lavoratrice, costituente giusta causa per la risoluzione del rapporto di lavoro (comma 3, lettera c)”.

Nel caso, l’interessata, al termine del periodo di congedo per maternità, non aveva ripreso servizio (restando a casa per quaranta giorni) accampando, quale motivazione, il mancato pagamento di una mensilità di retribuzione. Secondo la Suprema Corte ci si trova in presenza di “colpa grave”, cosa che consente di superare il divieto di licenziamento, in quanto, a fronte del comportamento scorretto del datore di lavoro (mancato pagamento di una retribuzione mensile), la reazione dell’interessata appare spropositata e tale da rappresentare una “ritorsione” contraria ai principi di buona fede e di correttezza.