SALÒ – Gelmini contro Brambilla: “Pdl amico delle tradizioni venatorie”

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Nei giorni scorsi Mariastella Gelmini ha ripreso la sua marcia politica tra i bresciani e per l’occasione ha scelto l’alto lago di Garda. L’ex ministro, alla presenza di Alessandro Mattinzoli, Vanni Ligasacchi e Alberto Cavalli, ha aperto la sfida a Michela Brambilla.

“Purtroppo una ex collega come la Brambilla – ha detto – ha monopolizzato il tema della caccia, parlandone in maniera del tutto sbagliata e dimostrando di non conoscere affatto il mondo venatorio. Fino a oggi la scelta è stata quella di evitare dispute tra donne. Ma ho fatto sapere al presidente Berlusconi che la misura è colma. Lei può avere una visione ambientalista, senza che questa scelta debba comportare un attacco diretto al mondo dei cacciatori. E se le offese dovessero continuare, allora la cosa non passerebbe più. Tutto il Pdl la pensa come me ed è vicino ai cacciatori e alle tradizioni che rappresentano”.

Con la promessa di un intervento a livello istituzionale per sensibilizzare Roberto Formigoni sulla questione della caccia in deroga, la Gelmini ha dichiarato: “È un problema concreto da affrontare con la Regione e io tornerò in prima fila con Vanni Ligasacchi. Non voglio fare facili promesse. Lavorare con un governo tecnico non è semplice. Farò un tentativo per inserire un emendamento in un decreto omnibus. Il Pdl non è ostile alla caccia. Lo dimostreremo con l’impegno e i fatti”.

Conclusa la tematica della caccia, l’ex ministro si è occupato del futuro prossimo, ma senza parlare di alleanze. “Prima dobbiamo riformare il centrodestra. In questi mesi c’è stata grande responsabilità dei cittadini, ma la crescita è ancora tutta da conquistare. Mi fa piacere che le parti sociali ora chiedano la detassazione dei salari. Questa era una nostra proposta che vale anche per il contratto sociale introdotto da Sacconi. La riforma Fornero non mi pare stia dando grandi risultati. Anzi, il monitoraggio della riforma ci sta fornendo dati palesemente contrastanti e meno ottimistici di quelli sperati dai tecnici. Non si possono trattare gli evasori allo stesso modo. Ci sono anche imprenditori che, non riuscendo a pagare tutto, decidono di evadere per garantire gli stipendi ai dipendenti. Se vogliamo fare risalire i consumi occorre quindi abbassare le tasse e lasciare in tasca qualcosa agli italiani. Il nostro programma guarderà a questo. È difficile bucare, riprendersi la fiducia degli elettori. Sembra che la politica non possa produrre nulla. Ma da questa situazione non si esce votando Grillo. Io credo che la soluzione non sia nemmeno quella del Pd e di Sel. Renzi e Bersani hanno due visioni opposte del mondo e il Pd deve trovarsi prima di proporre una via credibile.

La gente in passato e ancora oggi ci ha dato fiducia. Il nuovo guarderà necessariamente all’unità dei moderati, a una ‘chiesa grande’. A questo progetto, intestato ad Alfano, si è opposto Casini. È lui cha ha la responsabilità di tenere diviso il centro destra, che altrimenti sarebbe stato vincente. Le nostra idea, visione riformista e liberale, è quella vincente e più condivisa. Per questa ragione dobbiamo partire dal territorio, facendo tesoro degli errori fatti. Non ci può improvvisare. Dobbiamo voltare pagina e avere la forza di una proposta convincente dando al Paese fiducia. Se riusciamo a guardare al positivo, alla capacità di costruire, usciremo dalla crisi più forti di prima.

Se oggi ci troviamo in questa tragica situazione ciò è sicuramente da addebitare all’eccessiva rigidità delle leggi che hanno originato disuguaglianze e squilibri tra i lavoratori – ha ribadito la deputata bresciana -. Il Nord è la locomotiva italiana e le sue industrie debbono competere ad armi pari con i player mondiali senza costi aggiuntivi di energia, fisco e burocrazia. Il primo nemico è ancora una volta la lentocrazia che sta a Roma, un contro-potere che impedisce ai governi di fare le riforme o cerca di vanificarle. Ma detto questo, Monti deve incoraggiare i suoi ministri a dare alle imprese risposte più veloci. Soprattutto attraverso l’idea di macroregione che deve diventare protagonista di azioni e di fatti per le imprese del Nord e per la ripresa italiana”.

2 Commenti

  1. Che non sia la solita propaganda preelettorale, poi una volta eletti arrivederci e ciao. Berlusconi lo ha già fatto una volta, il bis non lo accettiamo. Quindi: prima i fatti, poi forse, arriveranno i nostri voti. E questo solo per la par condition! Cordialità

  2. c’è un sacco di gente che sta per perdere il posto di lavoro e non sa come fare per tirare a campare, come sfamare i propri figli o come farla finita per sempre, e alcuni pensano ai pochi voti di gente che spara agli uccellini e insozza di cartucce di plastica i boschi e le campagne????

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