CAPOVALLE – Apre il museo dei reperti bellici con un occhio al pollice verde

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Segnaliamo l’apertura del Museo Reperti Bellici, in programma per oggi, dalle ore 14 alle 16. Il museo, posto sul monte Stino, a mezzo chilometro dalla chiesetta degli alpini, è stato recentemente ampliato e riallestito nel paese di Capovalle, con l’aiuto di alcuni volontari. Si giunge di fronte a due gallerie, ex postazioni di guerra, ben conservate e trasformate in museo.

Capovalle

Chiuse da una cancellata, esse contengono reperti bellici e storici della prima e seconda guerra mondiale, in parte recuperati in zona e in parte donati da ex combattenti. Da una scaletta di pietra si accede poi alla sommità rocciosa del monte, un tempo luogo di osservazione delle vedette, oggi straordinario punto panoramico. Per informazioni in merito alle prossime chiamare il numero 338 3057189 oppure visitare il sito del Comune di Capovalle o al Consorzio Forestale Terra tra i due Laghi.

Una gita al Museo potrebbe fornire la giusta occasione per godere delle bellezze floristiche della zona, la cui importanza era già nota a botanici ed erboristi a partire dal ‘700, quando essi cominciarono ad esplorarla con successo, identificando e classificando numerose specie fino ad allora sconosciute. Ancora oggi, quelle stesse piante rappresentano un patrimonio raro e prezioso da proteggere e tramandare alle future generazioni.

Sono “endemismi botanici”, specie che si rinvengono solo in un area geografica ristretta, tipica in questo caso delle Alpi Meridionali. Queste piante si sono evolute come specie a sé stanti in seguito all’isolamento geografico da esse subito in conseguenza al fenomeno delle glaciazioni. Durante l’era glaciale, un’enorme calotta di ghiaccio sovrastava infatti la catena alpina, lasciando scoperte solo determinate zone, tra le quali le vette delle Prealpi Meridionali, che mai vennero sommerse dai ghiacci.

In questi luoghi trovano rifugio le piante che oggi riconosciamo come endemiche, le stesse che rimasero a lungo isolate e si adattarono progressivamente alla nuova situazione ambientale, differenziandosi in nuove specie. Nella zona che comprende l’Alta Valvestino, vi sono addirittura ventuno endemismi, di cui otto inclusi come “rari” nella Lista Rossa Mondiale, piante considerate minacciate di estinzione, che necessitano quindi di assoluta protezione.