BRUXELLES – Guerra continua di Zanoni (IdV) su caccia in deroga e cani

0

Continua la guerra a suon di leggi, sentenze, impugnazioni e ricorsi tra l’Europa e la Lombardia dopo che la Regione italiana ha, da una parte, ampliato il periodo di addestramento dei cani da caccia nonostante il parere negativo dell’Ispra, e dall’altra il progetto di legge sulla caccia in deroga passata pochi giorni fa alla commissione VIII del Pirellone e al voto finale martedì 25 settembre. Ma sulle questioni è intervenuto ancora l’eurodeputato dell’Italia dei Valori e difensore dei temi ambientali Andrea Zanoni. Sul tema dell’addestramento dei cani la Lombardia finisce di fronte alla Corte Costituzionale.

“L’allungamento di tale periodo era stato già bocciato dall’Ispra in risposta a un parere che ho chiesto personalmente il 10 agosto in quanto mette a rischio la sopravvivenza di molte specie. Con questa mossa – dice Zanoni – la Regione Lombardia non ha fatto altro che seguire il Veneto sulla strada dell’illegalità venatoria”. Il Consiglio dei Ministri ieri ha deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge lombarda n. 15 del 31 luglio 2012 “Modifiche alla legge regionale 16 agosto 1993, n. 26 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell’equilibrio ambientale e disciplina dell’attività venatoria) concernenti il periodo di allenamento e addestramento cani” in quanto contiene alcune disposizioni che contrastano con le norme statali in materia di protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio che stabiliscono standard minimi e uniformi di tutela della fauna in tutto il territorio nazionale e, pertanto, violano la competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell’ambiente.

“L’addestramento dei cani da caccia non dovrebbe mai essere consentito da febbraio ad agosto – spiega Zanoni. – Purtroppo il Consiglio regionale della Lombardia l’ha reso possibile con tutti i rischi per la fauna che ne conseguono”. Nel mese di agosto molte specie, in particolare di uccelli che nidificano a terra o nei cespugli a portata dei cani da caccia, possono avere ancora in corso l’ultima covata o nidata, e sono così a rischio cattura da parte dei cani liberi di cacciare al di fuori dei campi di addestramento loro riservati. “Adesso la Lombardia verrà giudicata dalla Corte Costituzionale in quanto alcune di queste specie sono addirittura comprese nella lista rossa dell’Iucn, il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il globo terrestre”, aggiunge l’eurodeputato che conclude. “Non è giustificabile che la Lombardia non abbia chiesto alcun parere all’Ispra, organo scientifico e tecnico di ricerca e consulenza per lo Stato, prima di approvare questa contestata legge. Adesso ne risponda di fronte alla Corte Costituzionale”.

Sul fronte della caccia in deroga di cui è in discussione il progetto di legge al Pirellone, ancora l’eurodeputato ha scritto al Premier Mario Monti e al Commissario Ue all’Ambiente Janez Potočnik denunciando l’irregolarità rispetto alle normative europee del progetto messo all’ordine del giorno della riunione del 25 settembre del consiglio regionale. “Mi rivolgo a Lei, Commissario, nella speranza che possa intervenire urgentemente presso il governo italiano per scongiurare l’approvazione di questa norma, evitando così il verificarsi dell’ennesima violazione della normativa Ue in materia di tutela della biodiversità da parte della Repubblica italiana” scrive Zanoni a Potočnik, mentre a Monti rivolge lo stesso invito ad intervenire nei confronti della Regione Lombardia.

“Si tratta di una corsa contro il tempo per evitare che l’ennesima violazione italiana sulla caccia in deroga si materializzi con tanto di sanzioni europee”, commenta Zanoni che ricorda come secondo il settimanale L’Espresso le multe sulla caccia in deroga, arretrati compresi, supererebbe il miliardo di euro. “Considerato che la multa andrebbe divisa in parti uguali con i colleghi della Regione Veneto e che le deroghe in Lombardia di solito sono votate da una cinquantina di consiglieri, grazie alla possibilità di rivalsa per danno erariale confermatami dalla Corte dei Conti di Venezia, ogni consigliere lombardo che vota a favore della caccia in deroga potrebbe ricevere un conticino da 10 milioni di euro”, incalza Zanoni.

Il 19 settembre l’VIII Commissione Agricoltura, Caccia, Parchi della Regione Lombardia, presieduta dal consigliere Mauro Parolini, ha approvato il progetto di legge che disciplina la caccia in deroga per cinque specie protette dalla Direttiva 2009/147/CE: storno, fringuello, peppola, pispola e frosone. Se approvato in aula l’applicazione del regime di deroga verrà attribuito alle dodici Province lombarde moltiplicando in tal modo gli atti amministrativi da monitorare e rendendo ancora più difficile per lo Stato italiano vigilare e intervenire in modo efficace e tempestivo in caso di deroghe incompatibili con la Direttiva 2009/147/CE “Uccelli” come richiesto dall’Europa. “Si tratta di un chiaro escamotage per rendere i controlli ancora più difficili e scaricare sulle provincie la responsabilità di deroghe illegittime per le quali la Regione è già stata avvisata dall’Europa – attacca Zanoni, che ricorda la lettera inviata da Potočnik a Clini dello scorso maggio e l’assenza in Italia di un sistema per prevenire le irregolarità sulla caccia delle regioni indisciplinate.- Al Consiglio regionale lombardo ricordo che lo stesso Formigoni il 14 settembre ha chiesto il ritiro del progetto di legge per evitare le sanzioni dell’Europa che rischiano di piovere sulla Lombardia”.