PERTICA BASSA – Il gemellaggio con Saint Andrè de Chalencon: le testimonianze

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“Les italiens sont arrivés”, recita “La Tribune”, quotidiano francese che, il 15 e il 16 settembre, ha dedicato ampio spazio al gemellaggio che lega  Saint Andrè de Chalencon, a Pertica Bassa. Come abbiamo anticipato nei giorni scorsi, il Comitato di Gemellaggio di Pertica Bassa si è infatti recato in trasferta in Francia, per contraccambiare la gradita visita degli amici francesi a Pertica Bassa, avvenuta lo scorso aprile.

«I suoi abitanti sono stati di una ospitalità semplicemente squisita – ci riferisce il vicepresidente della Polisportiva Pertica Bassa Andrea Pialorsi, che ci ha raccontato le sue sensazioni – Sono stati tre giorni pieni, intensi, avvolgenti: partenza in piena notte dal municipio di Pertica Bassa, temperatura fredda ma caldo entusiasmo di chi parte ed è ricco di aspettative. Saranno confermate a pieno!

Viaggio tranquillo, autista professionale, preciso, di poche parole ma simpatico.
Percorrendo le strette stradine, tra le dolci colline verdi, trapuntate da placide mucche dal manto pezzato al pascolo, arriviamo a St André per l’ora di pranzo, scortati da due motociclisti con delle bandierine franco-italiane sventolanti.

Bene, l’inizio già ci piace, sarà sempre meglio, infatti dopo saluti e abbracci di rito ci accomodiamo nella corte di una bella casa dalle pareti in pietra a vista. Ottimo rinfresco, cordialità e sincero calore, stuzzichini, bevande tra cui l’ormai conosciuto Pastis, bevanda alcolica, profumata all’anice.

Veniamo assegnati alle famiglie che ci aspettano, a me e Giacinto sono dedicate le attenzioni dei coniugi Chantal e Jean Claude Benoit, che ci ospitano nella loro bella casa dal cancelletto in legno dipinto di bianco. Hanno un cane, Boheme, un asso nel prendere al volo un anello di gomma, lanciato dal paziente proprietario che ogni mattina all’alba si presta a questo divertente rito giocoso.
Siamo stati bene in questa casa, ambiente tranquillo, immerso nel verde, funghi ad essiccare all’aria, confetture di frutta sugli scaffali della dispensa, scricchiolii sulle tavole di legno del solaio, dipinti a olio alle pareti.

Presenza discreta e semplicità dei proprietari. Qui la vita rallenta, i rumori della città e della frenesia degli uomini sono lontani e sinceramente non ne sentiva la mancanza! Una menzione alla colazione mattutina preparataci dalla signora Chantal: café au lait, confettura di fichi alla lavanda (solo in Francia!), pane morbido, succo di frutta, yoghurt, tutto delizioso. Il primo giorno prevedeva anche una visita, presso un’azienda agricola in località Poupenac, dedita alla produzione di latte, con un secondo rinfresco, tenete il conto, saranno numerosi alla fine.

In serata presso la piazza del municipio abbiamo organizzato un aperitivo italiano, offrendo prodotti del nostro territorio come formaggi stagionati, salame nostrano, marmellate, succhi di frutta. Hanno spopolato il pirlo bresciano e dell’ottimo Franciacorta.
La popolazione ha gradito di gusto e l’evento è stato un successo, come lo è stata la cena successiva allestita presso un piccolo albergo, molto carino, nel centro del paese. A nanna.

Sveglia, colazione e visita alla bella città di La Puy En Velay, dove era in corso la festa de le Roi de l’Oiseau una manifestazione in costume rievocativa , per le vie si incontravano gli abitanti con colorati costumi storici. Con l’assistenza gradita della guida, un professore francese che insegna italiano li, abbiamo visitato i luoghi caratteristici della città: la cattedrale di Notre Dame De Puy splendida costruzione romanica con influenze arabe, edificata su grandi pilastri a cui si accede salendo per una scalinata centrale, che conduce nel suo ventre, rara se non unica espressione architettonica di questo tipo. Al suo interno, vetrate policrome, ciborii lignei, antiche vestigia pagane e la piccola statua della Madonna Nera, molto venerata.

Da qui inizia il cammino per il pellegrinaggio di Santiago di Compostela, lungo 1000 km. Abbiamo fatto visita anche a St Michel de Aiguilbe, una cappella in pietra edificata nel x secolo sulla sommità di un monte, a cui si accede risalendo una ripida scalinata, eccezionale la vista da lassù della città. Pranzo in un bel ristorante appena fuori la città. La serata era dedicata alla cerimonia di gemellaggio, momento accentrante ed emozionante, tante persone presenti, bambini che hanno recitato delle filastrocche nelle due lingue, graziose ragazze e popolazione locale curiosa di conoscerci, l’inno nazionale italiano cantato da signore francesi.

Discorsi dei sindaci, dei capi delegazione, scambio di doni e battute divertenti. Poi è iniziata la festa vera e propria, consueto rinfresco ricco, musica di cornamuse, balli e costumi tipici e tanta gioia condivisa da tutti, canti e risate, un bel momento davvero! A cena tra le tante preparazioni gustose offerte, cito la soupe aux choux (zuppa di cavoli) piatto tipico locale, sempre presente sulle loro tavole in occasione delle feste. Ma non è finita, dopo cena appuntamento presso il bar locale Marie Coco dove si è esibita la “Vache Folle”, un gruppo musicale molto apprezzato, ah dimenticavo nel mezzo, verso mezzanotte, ci siamo concessi una bella e frizzante partita di calcio presso lo Stade, dove abbiamo vinto 2-0, contro la squadra degli amici francesi.

Ovviamente, dopo, ritorno al Marie Coco, per sentire ancora della buona musica, ballare, provarci con le belle ragazze presenti e bere della birra con gli abitanti del villaggio. Ci siamo divertiti, rientrando a orari diversi, il sottoscritto e pochi altri, alle tre! Eccoci a domenica mattina, ci potevamo concedere diverse possibilità di svago, chi ha optato per una uscita a cavallo, chi per delle visite guidate presso il museo de La Dentelle (Pizzi) e chi per delle escursioni in mountain bike.

Io mi sono concessa quest’ultima, percorrendo in bici uno splendido itinerario che ha attraversato prati, boschi, sotto un cielo limpido, respirando aria pura e fredda che ha eliminato le tossine alcoliche assimilate poche ore prima.
Ad un certo punto pedalando nel mezzo di uno scenario ambientale mozzafiato, in compagnia di tutti i bikers presenti , guardando il blu del cielo, il verde dei prati e chi stava intorno a me, ho pensato, cavolo che bello, come sto bene…
Un sentito ringraziamento a Xavier, il sindaco di Chalencon, che ha messo a disposizione le biciclette, complete di casco, bottigliette d’acqua e ci ha accompagnato, facendoci da guida.
Il punto di ritrovo per la mattinata era lo splendido borgo medievale caratterizzato da piccoli edifici in pietra, perfettamente integri, su cui svetta maestoso il castello di Chalencon, risalente alla fine del x secolo.
Tra le altre costruzioni, è presente anche una casa laboratorio dove fanno bella mostra di loro, sculture lignee di eccelsa fattura, frutto dell’ingegno e della fatica di un bravissimo artista locale.

Sembra superfluo scriverlo, ma anche qui è stato offerto un rinfresco particolarmente buono e gradito. Ci hanno abituato troppo bene.
Patè di olive nere su crostini e vino bianco alle castagne o ribes, per citare qualche specialità locale. Qui si trova anche il ponte del diavolo, ad arcata unica in pietra, molto caratteristico. La leggenda vuole che il Conte Signore del posto avesse bisogno di costruire un passaggio per raggiungere il versante opposto della valle. Per ottenere questo, strinse un patto con il diavolo in cambio del sacrificio della prima persona che avesse oltrepassato il ponte. Il Conte, astuto, non volendo sacrificare nemmeno un suo suddito, fece attraversare il ponte ad un uomo preceduto dal suo cane, il quale, ovviamente, fu sacrificato al posto del suo padrone.

Si avvicinava il momento di partire, non prima però della sorpresa finale, rappresentata dalla consumazione di un pasto all’aperto, presso il giardino di una villa storica di Chalencon. Il proprietario , un signore inglese, è stato molto ospitale concedendo di usufruire degli spazi della sua tenuta. Descrivo un’immagine, noi tutti seduti ai tavoli disposti in cerchio attorno al tronco di un faggio secolare, che ci abbracciava con le sue verdi fronde.

Ottimo vino rosso ai tavoli che si sposava alla perfezione con i cosciotti di faraona.
Momento del commiato, sofferto, prolungato, occhi lucidi di qualcuno, abbracci, saluti, ultimo brindisi finale…au revoir, mercì, a bientot… Viaggio di ritorno con il cuore gonfio di gioia, appagati da tre giornate indimenticabili dove eravamo noi al centro delle attenzioni, coccolati sotto il cielo in un bel paesino della Haute Loire.

Ringrazierei uno per uno ma diventerebbe troppo lungo e dimenticherei qualcuno, concedetemi almeno un grazie particolare ai coniugi Chantal et Jean Claude Benoit che mi hanno ospitato, al sindaco di St André Xavier, Jean Paul Presidente del Comitato del Gemellaggio e ai miei Compagni di Viaggio italiani. A presto amis francais! Liberté, Égalité, Fraternité…alle celebri parole del motto della Repubblica Francese, originate dalla Rivoluzione, io aggiungerei.. Hospitalité! E’ senza dubbio il termine più appropriato per definire l’elemento essenziale, che ha contraddistinto il susseguirsi delle tre giornate a Saint André de Chalencon».