GARDA – Nuovi presidi in Lombardia, l’aiuto arriva da Trento

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Il caso Carlo Viara, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Desenzano, è finito sulle prime pagine dei quotidiani e tg nazionali in quanto emblematico della situazione di difficoltà organizzative in cui la scuola lombarda versa, soprattutto a seguito della decisione del Consiglio di Stato di bloccare il concorso per dirigenti scolastici.

Viara, se gli fosse stata confermata la reggenza dell’istituto comprensivo di Gargnano, avrebbe dovuto occupasi di ben 18 scuole gardesane: un record sconvolgente. “Ero preoccupato parecchio – ha confessato il dirigente scolastico –, ma per mia fortuna la situazione in pochi giorni si è ridimensionata e adesso mi sento decisamente più tranquillo”. La Provincia autonoma di Trento, infatti, è corsa in soccorso dei dirigenti lombardi dirottando loro colleghi trentini nelle scuole della nostra regione. In modo particolare, l’amministrazione trentina ha provveduto ad immettere in ruolo undici dirigenti scolastici, di cui tre assegnati alla Provincia di Brescia, mediante un’operazione di mutuo soccorso che per quanto utile non sarà di certo in grado di  risolvere le criticità della scuola lombarda.

Viara, dunque, non reggerà più l’istituto comprensivo di Gargnano, ma soltanto quello di Desenzano, che ricomprende almeno 1500 alunni ed un centinaio di insegnanti distribuiti tra le due scuole elementari di Desenzano, le due dell’infanzia e la media Catullo di via Pace.

La situazione generale di Desenzano ha destato preoccupazioni anche nel sindaco della cittadella gardesana, Rosa Leso, che vanta un passato lavorativo da dirigente scolastico. “Anche se i servizi scolastici di competenza comunale non vengono messi in discussione da questa riorganizzazione, debbo dire che esiste comunque una complessità maggiore nella gestione da parte delle stesse autorità scolastiche: noi saremo sempre al loro fianco per fronteggiare eventuali criticità che dovessero manifestarsi. Sicuramente i numeri sono pesanti, la riorganizzazione è stata fatta per risparmiare, ma quella che dovrebbe essere un’opportunità formativa per la continuità e il riflesso positivo sul territorio in realtà viene paralizzata dalle maxi dimensioni delle strutture scolastiche. Ricordo, infatti, che in aggiunta ai 1500 alunni del 1° circolo, ci sono i 1.800 circa del 2° circolo di Rivoltella”.