GARDA – Porti del lago: le proposte della Comunità per migliorarli

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La portualità del Garda, il più grande dei laghi italiani, si configura come una questione che necessita di interventi rapidi finalizzati ad ovviare alle difficoltà di navigazione e di stazionamento nelle sue acque. La realtà lacustre, infatti, è suddivisa tra tre entità amministrative, la Regione Veneto, la Regione Lombardia e la Provincia autonoma di Trento, e, pertanto, è sottoposta ad altrettanti sistemi regolamentari e normativi. La Comunità del Garda funge da raccordo a questa eterogeneità, cercando di assicurare una gestione quanto più possibile unitaria del lago al fine di assicurarne l’integrità.

Diversi sono, infatti, i regimi regolamentari previsti per le diverse zone del lago: nelle acque veronesi e lombarde, per esempio, è concessa la navigazione a motore, mentre la stessa è vietata, salve rarissime eccezioni legate a finalità di pubblica utilità, nella parte settentrionale del Garda. Si avverte, dunque, in modo sempre più pregnante l’esigenza di introdurre una regolamentazione omogenea sulla questione e in modo particolare è stato proposto di limitare su tutto il bacino del Garda la navigazione a motore, riducendone la velocità massima e favorendo l’introduzione di propulsioni alternative non inquinanti.

Per quanto riguarda, poi, i punti barca nei porti, la legislazione vigente prevede che gli stalli vengano messi a gara con concessioni quinquennali, il che limita fortemente la rotazione e la fruibilità degli stessi da parte dei diportisti non stanziali. La Comunità del Garda ha proposto di introdurre stalli a pagamento con sosta oraria massima di 24 ore in modo tale da garantire la rotazione dei posti barca. La bontà di tale soluzione è testimoniata dagli ottimi risultati raggiunti sulla sponda veronese del lago, che già da tempo ha avviato tale progetto. Sarebbe, inoltre, opportuno investire per la realizzazione di nuovi spazi d’ormeggio da noleggiare su base giornaliera o settimanale.

Il Presidente della Comunità del Garda Giorgio Passionelli auspica anche l’estensione su tutto il lago della normativa lombarda che consente il dragaggio periodico dei fondali dei porti  al fine di assicurare l’ormeggio delle imbarcazioni, specie di quelle a vela che per via delle loro specifiche caratteristiche tecniche hanno un pescaggio maggiore delle imbarcazioni a motore. In questo modo verrebbero considerevolmente ridotti i costi di smaltimento dei materiali dragati, rifiuti speciali che devono essere smaltiti a caro prezzo nelle discariche autorizzate.

“Per quanto riguarda la disponibilità di nuovi spazi barca – ha spiegato Passionelli – sono in via d’attivazione su tutte le sponde del Garda 700 nuovi posti che saranno disponibili entro un paio d’anni circa, non appena terminati i processi autorizzativi in corso. Gli spazi aggiuntivi serviranno per soddisfare la domanda in crescita di navigazione privata sul Garda, specie da parte dei turisti dell’Europa centro settentrionale. Quanto alla mancanza di una carta nautica del lago, la Comunità del Garda si sta adoperando per realizzarne al più presto una che contemperi anche l’offerta turistica dell’entroterra”.