Con i partiti siamo alle solite

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Potrebbe non essere necessario parlarne, ma dato che siamo alle solite facciamolo. I partiti hanno modificato un testo di legge che li obbligava a far certificare da un ente esterno e “terzo” i loro bilanci.

Franco Fiorito (Pdl)

Un po’ come succede in Germania. Da noi tutti a dire che sono d’accordo. Tutti a sostenere che la svolta nella politica serve a ridare ai cittadini la fiducia nei partiti e poi – alla resa dei conti – fanno sempre i furbi.

Stringono le maglie sui controlli fiscali alle persone e alle aziende, urlando ai quattro venti che l’evasione fiscale è il male assoluto del nostro paese. Partirà l’applicazione del nuovo redditometro che è la versione italica del “grande fratello” orwelliano che consentirà al fisco di sapere anche quanti preservativi compriamo in farmacia.

E – nel mentre – li beccano ancora con le mani nella marmellata: vedesi la regione Lazio. Dopo i vari Lusi e Penati e chissà quanti altri che non conosciamo ancora, loro sono sempre lì a fare i furbetti, ma non del quartierino, bensì del parlamentino. Sì, quello italiano, che dovrebbe rappresentare il momento più “alto e nobile” dell’impegno politico.

La Polverini però è una guerriera, lei è fatta di un’altra pasta. Ha detto: qui si cambia o si va tutti a casa. E sono partiti “subito” con tagli da venti milioni di euro all’anno sulle spese della regione. Che tempismo ragazzi. C’era biogno di uno scandalo partito dalle ruberie di Fiorito per accorgersi degli sprechi? Dov’erano la Polverini e la banda degli onesti negli anni passati?

Non so davvero cosa pensare, quando ascolto alcune dichiarazioni. Rimango senza parole e ripenso a tutte le volte chei politici accusano i media di fare antipolitica e si chiedono come ha fatto Grillo a raggiungere un seguito che alleprossime elezioni gli farà tremare l’orlo delle mutande, a lor signori.