America sotto attacco

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Ora è chiaro: l’America è sotto attacco. La scusa del trailer mandato su “Youtube” di un film dissacrante e blasfemo nei confronti di Maometto era solo la scusa. Necessaria per scatenare l’inferno. Poteva essercene un’altra, una qualsiasi.

Sono passati undici anni e un giorno e la storia si è ripetuta.

Qual’è stata la reazione del presidente baskettaro? Silenzio per quasi otto ore e quando si è deciso a parlare, lui e la Clinton hanno detto: «Gli Stati Uniti rispettano tutte le fedi, ma non c’è giustificazione a una violenza come questa». Avrebbe dovuto prima condannare gli attacchi alle ambasciate americane e l’omicidio dell’ambasciatore invece ha invertito i fattori. Prima ha chiesto praticamente scusa e poi ha detto che nulla rimarrà impunito

Ha chiesto csusa due volte perchè la sera prima già l’ambasciata americana al Cairo aveva rilasciato una dichiarazione che suonava così: «Condanniamo ogni azione che ferisca i sentimenti religiosi di tutti, compresi i musulmani».

L’amministrazione Obama ha dato l’impressione di essere nel panico, lasciando nello sconcerto un Paese che ha bisogno sempre di una risposta e l’intero occidente che riconosce all’America un ruolo di capofila nella difasa degli interessi occidentali nel mondo. Un uno-due iniziale molle che ha lasciato l’America destabilizzata e noi con lei.

Questi sono i risultati di una politica estera sempre permeata di ecumenismo anche quando bande di straccioni tollerate da governi complici cercano di imporre con la violenza la pretesa che il profeta sia la “linea rossa” oltre la quale non si può andare, come ha detto al mondo il nuovo presidente egiziano Musli, tanto per dare prova di tolleranza e liberalismo.

Secondo voi, cari lettori, cosa succederebbe se uscisse nelle sale un film dissacrante o blasfemo sulla vita di Gesù? Pensate andremmo in massa ad assaltare consolati o ambasciate del paese che ha dato i natali al regista deficiente?