LIMONE – Aperto il Museo del Pescatore, in bilico tra passato e futuro

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“Questo museo è un segno tangibile del nostro passato – ha detto il sindaco Chicco Risatti –. Una comunità senza memoria è una società senza valori. Con il museo vogliamo ringraziare chi ha gettato le basi del nostro benessere. Noi veniamo da lì, cento anni dopo, e non possiamo dimenticare quella che per i Limonesi è stata la madre di tutte le attività economiche, anche se oggi il lago non vive più di pesca”.

Frutto del minuzioso e certosino lavoro del gruppo locale di pescatori, guidato da Bernardo Tosi, e della collaborazione di Antonio Martinelli, presidente della biblioteca locale, il Museo del Pescatore è stato inaugurato nei giorni scorsi dall’Assessore regionale all’Agricoltura Giulio De Capitani assieme al primo cittadino di Limone Francesco Risatti. La struttura è dedicata a Ferruccio Folcia, promotore gardesano della pesca e presidente dell’associazione sportiva dilettantistica pescatori di Limone sul Garda dal 1989 al 2006.

Reti di ogni genere, imbarcazioni, immagini fotografiche, reperti storici sono stati rigorosamente repertati e didascalizzati in tre lingue. Limone sul Garda ha ora un museo in grado di narrare il mestiere del pescatore, le sue fatiche e le vicende umane che ripercorrono decenni di attività ittica praticata sulla riva occidentale del Benaco.

“C’è tutto il valore della conservazione delle tradizioni in questo progetto – ha detto De Capitani -, che oggi diventa anche occasione di turismo e cultura. La pesca d’acqua dolce fino a un secolo fa era un’attività economica che sosteneva l’intera comunità di Limone. Poi è cambiato tutto, “ma questo – ha aggiunto l’assessore regionale – non significa che non debba essere tutelata, come attività dilettantesca e professionistica. Abbiamo cercato, nella legislazione nazionale e internazionale, di dare dignità e maggior rispetto alla pesca d’acqua dolce, vista sempre come la ‘cenerentola’, per proporzioni, rispetto a quella di mare”.