L’Istat fa il suo lavoro e dà i numeri negativi

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Non bastava leggere i dati del mio precedente pezzo sull’andamento del fatturato nei servizi per lasciarsi deprimere. E giunta anche la sberla sull’andamento della produzione industriale che vi rendo disponibile nella declinazione avuta dall’Istat:

“Produzione industriale. A luglio 2012 l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,2% rispetto a giugno. Nella media del trimestre maggio-luglio l’indice ha registrato una flessione dell’1,2% rispetto al trimestre immediatamente precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, a luglio l’indice è diminuito in termini tendenziali del 7,3% (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 21 di luglio 2011). Nella media dei primi sette mesi dell’anno la produzione è diminuita del 7,0% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a luglio 2012, una crescita tendenziale per il solo comparto dell’energia (+2,4%). Cali significativi si registrano per i beni strumentali (-9,7%) e per i beni intermedi (-7,7%), mentre segnano un calo più contenuto i beni di consumo (-6,8%).

Nel confronto tendenziale, l’unico settore in crescita è quello della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+3,6%). Le diminuzioni più ampie si registrano per i settori delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (-15,5%), della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-9,8%), dell’industria del legno, della carta e stampa (-9,7%) e della fabbricazione di mezzi di trasporto (-9,5%).”

Complimenti cari governanti. Continuiamo sulla strada di una politica fortemente recessiva e diamo pure dello stolto a chi non capisce che questo è il prezzo da pagare per entrare in rampa di lancio verso una forte ripresa a breve.

Tanto la ripresa a breve non ci sarà e quando dovremo chiedere conto a “lor signori” delle cazzate che hanno detto e fatto non li troveremo più allo stesso posto. Saranno stati sostituiti da altri intelligentoni che ci propineranno una nuova stangata “per il bene del paese e dell’Europa”. Questi – di intellligentoni – saranno stati chiamati a dirigere altro, confortati da redditi intorno al milione e mezzo di euro l’anno.