GARDA – La TAV minaccia l’uva del Lugana

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Continuano in Consiglio regionale le audizioni per studiare una soluzione che non scontenti nessuno e che tuteli il territorio dove sorgono i vigneti pregiati da cui si ricava il Lugana dal passaggio della grande opera ferroviaria ad alta velocità che collegherà Brescia a Verona.

Dagli enti locali è sorta, nei mesi scorsi, la richiesta di spostare la TAV a sud delle colline moreniche, in territorio mantovano fra Castiglione e Roverbella, ma l’ipotesi ha suscitato le rimostranze in terra mantovana. I Comitati NO TAV del Basso Garda e dell’Alto Mantovano hanno poi deciso di muoversi assieme per evitare che il ‘mostro’ divori le bellezze paesaggistiche del territorio. Secondo la stima del Consorzio produttori del Lugana il passaggio della linea ad alta velocità comporterà una perdita del 20% dei vigneti ed una diminuzione del 30% del prodotto vinicolo. Duecento ettari di vigneti Lugana, infatti, potrebbero sparire se non verrà modificato il tracciato della TAV, che “minerebbe l’intero sistema agricolo e non solo quello legato al vino, visto che nell’ultimo ventennio – ha spiegato Paolo Fabiani, consigliere delle associazioni Consorzio Lugana e Unione Agricoltori di Brescia – grazie ad una sinergia spontanea e proficua, sostenuta da notevoli investimenti, le realtà produttive presenti sono cresciute in modo esponenziale”. Nei giorni scorsi la questione è stata analizzata e discussa nel corso della prima audizione della Commissione Agricoltura del Consiglio regionale lombardo, presieduto da Mauro Parolini. Erano presenti Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri Lombardia, assieme al Consorzio per la tutela del Lugana Doc.

“Nel prossimo incontro è importante che ci siano, assieme alle associazioni di categoria, anche le istituzioni – ha detto Gian Antonio Girelli, consigliere regionale del Pd -, ovvero Comuni e Provincia di Brescia, ma anche la Provincia di Mantova. Inoltre, è bene aprire un tavolo di confronto pure con Verona, e quindi con la Regione Veneto, e coinvolgere i rispettivi parlamentari”.

Nel frattempo il consigliere Fabiani e il direttore dell’Unione Annibale Feroldi hanno sollecitato la Regione ad attivare ogni intervento possibile per salvaguardare la pregiata area del Lugana. Manforte alla richiesta è arrivata anche da Copragri, che sostiene l’ineludibile necessità di realizzare la ferrovia con un progetto condiviso, che modifichi un tracciato considerato inopportuno. L’invito è stato accolto dal vice presidente della Commissione Agricola della Regione Lombardia Dario Bianchi, che ha garantito a breve un incontro con la Commissione Trasporti e tutte le istituzioni coinvolte.

Se il progetto della TAV non subirà modifiche a farne le spese saranno soprattutto i territori a vocazione agricola e in modo particolare le colline moreniche del Garda. Quando il progetto venne stilato, una ventina di anni fa, la situazione era completamente diversa, giacché col tempo la cementificazione ha sottratto terreno ai campi e il paventato passaggio dell’infrastruttura viaria andrebbe inevitabilmente ad aggravare una situazione già di per sé critica.