BRESCIA – Misure d’infinito, due conferenze sull’arte

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Nell’ambito della mostra “Misure d’infinito” esposta al Palazzo Martinengo di via Musei, in città, l’associazione Galleria Arte Contemporanea propone due incontri collaterali dedicati allo stesso tema. Sabato 15 settembre alle 17, nella sala dedicata all’artista Stefano Crespi, si parlerà di “Dare spazio alla contemporaneità: allestire l’infinito”.

Alla luce della situazione economico-culturale degli ultimi dieci anni, si cercherà di affrontare il tema degli allestimenti per l’arte, in ogni loro forma, strettamente correlato con le problematiche di budget che i committenti si trovano a dover rispettare. Tanto il teatro, quanto il mondo delle arti applicate, soffrono e cercano di districarsi tra i molteplici ostacoli burocratici e i limiti imposti dall’economia, ancor prima che da fattori strettamente tecnico-pratici e creativi. Oggi, come non mai, le idee devono prima preoccuparsi della loro possibile realizzazione che della propria forma; si parte dagli sponsor e dalla ricerca di fondi per arrivare ai compromessi di allestimenti spesso risicati e menomati.

Il cliente si trova così di fronte al bisogno di un prodotto di qualità e che “gli faccia fare bella figura”, ma strozzato dalla necessità di rientrare nei limiti economici, spesso strettissimi. In questo clima, l’allestitore degli spazi, come un funambolo, ricerca equilibrio tra le proprie idee e il “non poter fare”, cercando di non cadere nell’amatorialità dell’intervento e nel pressapochismo dettato da limiti spesso incomprensibili. All’incontro interverrà l’arch. Stefano Abastanotti, scenografo e allestitore, fondatore del teatro Kinoglatz.

Sabato 29 settembre, invece, alle 20,30 nella sala dedicata all’artista Fabiana Zanola, si parlerà di “Misura dell’infinito: l’architettura di Dio”. Verrà presentata dal prof. Raffaele Galli e dall’arch. Fabiana Zanola l’iniziativa “Architetto Italiano”, nata per promuovere un nuovo tipo di architettura e di edilizia nei luoghi di missione. In particolare, si parlerà di architettura sacra, unità di misura dell’antichità, schemi geometrico/matematici per la progettazione delle chiese, prendendo come esempio il progetto pilota teorizzato da “Architetto Italiano” per una nascente missione in Africa.

Nell’arco di un’ora il prof. Galli parlerà di un rivoluzionario metodo per realizzare edifici sacri nel terzo mondo, laddove la carenza di tecnologie costruttive, la povertà di materie prime e di materiali edili, la scarsa esperienza e la generale povertà dei lavoranti, rischia di produrre opere di bassa qualità e di rapido deperimento. Ciò che non manca mai nei luoghi interessati dalle missioni è la Provvidenza e una profonda fede in Dio, che la gente dimostra ogni giorno.

Architetto Italiano è per ora solo un marchio e un’idea, con una dozzina di collaboratori e consulenti, ma con un grande potenziale di crescita, come opportunità per cambiare la prassi attuale dell’edilizia missionaria, migliorandola dal punto di vista della compatibilità ambientale e della fattibilità economica. Si tratta di rendere autonomo il cantiere nel luogo di missione, coinvolgendo direttamente le popolazioni locali e facendo crescere gli edifici dalla terra stessa, con le materie prime reperite sul posto. Il progetto è disponibile sul sito internet.