Non c’è più limite alle sorprese

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Pierferdy ha tolto il suo nome dal logo dell’Udc inserendo la scritta “Italia”, lasciando intendere che in Italia non ci sono più casini. E la Marcegaglia ha inneggiato loro dicendo “bravi, state andando bene, se continuate così (cioè a non far più “casini”) io vi sosterrò anche se non entro in politica”.

Grandi novità, sotto il cielo della politica. Il nuovo che avanza.

E quell’altro nuovo – invece – quell’M5S che sta scompaginando una situazione stagnante da circa 20 anni, è sotto la lente d’ingrandimento di stampa e partiti concorrenti perché qualcuno ha detto, dall’interno, che all’interno non c’è democrazia. Può anche essere, ma demonizzare i grillini per qualche bega interna e lasciare da parte chi nelle beghe ci vive da sempre – cioè tutti gli altri partiti – mi pare quanto meno stravagante.

Intanto, visto che SuperMarioMonti si “bulla”, dicendo in giro che lui e i suoi tecnici sono i salvatori della patria – facendo propri i risultati vincenti di quell’altro SuperMario, che di cognome fa Draghi – e lasciando intendere che la crisi è a un passo dalla soluzione, Napolitano gela immediatamente gli animi. Da Cernobbio fa sapere che la vita sarà dura ancora per molto tempo, e l’autunno ormai alle porte è foriero di tensioni sociali i cui sbocchi possono essere imprevedibili.

Detto, fatto: all’Alcoa di Portovesme trovano otto candelotti di dinamite che invece è solo mastice. Ma il gesto lascia spazio alla fantasia. E fa pensare che Napolitano – sulle tensioni sociali – forse c’ha azzeccato.

Sul fronte dei numeri l’Istat dice che “nel secondo trimestre del 2012 l’indice aggregato del fatturato dei servizi registra una diminuzione tendenziale del 6,8%. In particolare, il fatturato diminuisce su base tendenziale nel settore del commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli e commercio all’ingrosso (-9,3%) e in quello dei servizi di trasporto e magazzinaggio (-1,7%). Anche gli indici del fatturato del settore dei servizi di informazione e comunicazione e di quello delle attività dei servizi di alloggio e di ristorazione presentano diminuzioni tendenziali, pari rispettivamente all’1,7% ed all’1,6%. Nel secondo trimestre del 2012 gli indici destagionalizzati del fatturato segnano una variazione congiunturale positiva solo per il settore dei servizi di informazione e comunicazione (+0,2%). Variazioni negative si registrano, invece, per tutti gli altri comparti, in particolare: per il trasporto marittimo (-7,5%), per i servizi postali e attività di corriere (-3,0%), per la manutenzione e riparazione di autoveicoli (-2,2%), per il commercio all’ingrosso (-1,4%) e per il trasporto aereo (-1,3%)”.

Non proprio belle notizie. Che si sommano a quelle già dettagliate nell’editoriale dell’1 settembre.

Viene da domandarsi – per l’ennesima volta – in che paese vivano i politici/tecnici che ci governano.

I quali, detto per inciso, ma questo è forse solo un risultato personale del carisma di Monti, hanno certamente rilanciato la credibilità internazionale dell’Italia mandata a puttane dalla precedente stagione fiction-politica con la quale ci aveva fatto crepare dalle risate il mitico Cav.

Il problema vero è che – al tempo stesso – manovrando la leva fiscale come fosse una ramazza hanno prosciugato le tasche e i conti correnti di privati e aziende.

Non è finita. Hanno già annunciato – coprendosi ancor più di ridicolo – che dal 2013 la spesa sopra i 50 euro dovrà essere pagata con il bancomat. Fra poco anche i preservativi dovremo pagarli con carta di credito così sapranno anche quante volte facciamo sesso alla settimana.

Non c’è più limite alle sorprese: chissà se – proprio per questo – una volta o l’altra non ci stupiranno riducendosi gli stipendi, i benefits e anche il numero di sedie in Parlamento.