BRUXELLES – Zanoni (IdV) contro la Lombardia sull’allenamento dei cani da caccia

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L’ampliamento del periodo di addestramento e allenamento dei cani da caccia deciso dalla Regione Lombardia durante il periodo riproduttivo degli uccelli e dei mammiferi selvatici è “decisamente criticabile” in quanto “determina un evidente e indesiderabile fattore di disturbo in grado di determinare, in maniera diretta o indiretta, una mortalità aggiuntiva per le popolazioni faunistiche
interessate”.

Questa è la risposta dell’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale, Ispra, al parere chiesto da Andrea Zanoni, eurodeputato dell’Italia dei Valori e vice presidente dell’intergruppo benessere degli animali al Parlamento europeo. “L’addestramento dei cani da caccia non dovrebbe mai essere consentito da febbraio ad agosto – spiega Zanoni – Purtroppo il Consiglio Regionale della Lombardia, con l’approvazione della legge regionale 15 del 31 luglio 2012, l’ha reso possibile durante il mese di agosto, con tutti i rischi per la fauna che ne conseguono”.

Nel mese di agosto molte specie, in particolare di uccelli che nidificano a terra o nei cespugli a portata dei cani da caccia, possono avere ancora in corso l’ultima covata o nidata, e sono così a rischio cattura da parte dei cani liberi di cacciare al di fuori dei campi di addestramento loro riservati. “Con questa mossa la Regione Lombardia non ha fatto altro che seguire il Veneto sulla strada dell’illegalità venatoria in quanto alcune di queste specie sono addirittura comprese nella lista rossa dell’IUCN, il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il globo terrestre”, attacca Zanoni che ricorda come il 2 agosto scorso, il Consiglio Regionale Veneto, con un colpo di coda estivo, ha approvato le “Norme regionali in
materia di giovani cani” che consente l’allenamento tutto l’anno.

“A Lombardia e Veneto ricordo che l’articolo 7 della Legge nazionale sulla caccia 157/1992 impone che l’Ispra operi quale organo scientifico e tecnico di ricerca e consulenza per lo Stato, le Regioni e le Province”. Quindi non è giustificabile il fatto che la Lombardia non abbia chiesto alcun parere all’istituto prima di approvare questa contestata legge”, conclude l’eurodeputato che si dice pronto a denunciare la questione in Europa.

Fonte: Ufficio stampa Andre Zanoni (IdV)