ROE’ VOLCIANO – Tour nel Savallese scoprendo l’arte bresciana del ‘700

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Il comune di Roè Volciano, con l’Assessorato alla Cultura e la Biblioteca, ha organizzato per sabato 8 settembre un “Tour nel Savallese”: guidati da Andrea Crescini, storico dell’arte, Marcello Cappuccini e da don Simone, si andrà alla scoperta di alcuni tesori dell’arte settecentesca bresciana.

La partenza è alle ore 14 dalla biblioteca e ci si recherà, con mezzi propri, a Mura di Savallo, in visita alla Pieve di S. Maria Assunta.

La seconda tappa del tour sarà ad Auro di Casto, per la visita alla Pieve di S. Maria della Neve.

Costruita nella prima metà del Cinquecento, in seguito un’apparizione mariana, la Pieve è stata poi restaurata ed abbellita nel Settecento attraverso l’esecuzione di stucchi,  ancora oggi presenti all’interno, e l’installazione di due organi settecenteschi, inseriti in elaborate ancone lignee realizzate dalla famiglia Pialorsi.

L’esterno del santuario appare molto semplice, con facciata a capanna, e sul retro si eleva un piccolo  campanile. L’interno è a navata unica, coperta da volta a botte, ricoperta da elaborate cornici in stucco contenenti affreschi, e vi sono tre cappelle per lato. Il muro di controfacciata e la seconda cappella destra sono occupate dalle due grandi ancone lignee degli organi, mentre al terzo altare destro si trova il Sant’Antonio Abate del Moretto: il dipinto, eseguito dopo il 1530, raffigura sant’Antonio Abate seduto su un alto trono in pietra, dalle linee architettoniche. Ai lati si intravede una gradonata con parapetto, affacciato su un cielo azzurro rigato da nubi bianche. Il santo si trova al centro, in posizione molto movimentata, in contrasto con la rigida linearità che gli sta attorno; indossa una veste arancione chiaro, sopra la quale è posto uno scapolare rosso dal quale si diparte un lungo piviale dorato bordato da una fascia verde. Anche il trono stesso è coperto da un drappo scuro, che si estende dalla sommità fino alla base. Ai piedi egli calza due semplici sandali. Le due braccia sono appoggiate sugli alti braccioli del trono: dalla mano destra scaturiscono fiamme, mentre la sinistra regge un pastorale, al quale è appesa una campanella. Sulla sinistra, appoggiata a uno dei gradini, si vede una mitria, mentre più in basso, ai piedi del santo, è steso un cinghiale.

L’opera, olio su tela, è definita l’archetipo della pittura seicentesca bresciana: ricca di movimenti, contrasti, volumi poderosi e segni violenti, è di notevole pregio artistico ed è collocabile all’apice della produzione del pittore; essa presenta caratteri molto più liberi rispetto alle opere coeve e la causa, probabilmente, è da ricercarsi nella committenza di provincia, per la quale il Moretto poteva esprimere con meno rigorismo il suo estro artistico.

La giornata non terminerà però qui: ci si recherà poi ad Alone di Casto, per visitare il piccolo borgo.

Per avere maggiori informazioni telefonare in Biblioteca, al numero: 0365/63738.