VOBARNO – “Pictures at an Exhibition: 1981-2011” con Albano Morandi

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Una serata votata ad una libera discussione con l’autore, oltre che occasione per la presentazione della sua opera monografica, “Pictures at an Exhibition: 1981-2011, Antologia di 30 anni di attività”, edito da “La compagnia della stampa Massetti Rodella, 2011”, con supporti video.

Interverranno Carlo Panzera, sindaco di Vobarno; Marta Cocca, assessore alla Cultura; il curatore della monografia Paolo Bolpagni, critico d’arte, e docente di Storia dell’arte presso l’ateneo di Brescia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

A condurre la serata sarà Nunzia Vallini, giornalista e direttrice di “Teletutto”, nonché collaboratrice di testate giornalistiche nazionali.

«1981-2011, trent’anni di carriera. – Scrive Paolo Bolpagni – Eppure Albano Morandi non è tipo da celebrazioni. Piuttosto, forse, da festeggiamenti, ma tra l’ironico e l’affettuoso, senza enfasi. Alcune caratteristiche del suo modo di essere artista si ripropongono e uniscono per quest’occasione: il gusto dei luoghi espositivi insoliti, degli spazi “recuperati”, che diventano ambientazione e componente consustanziale delle opere stesse; il piacere e il bisogno di confrontarsi e dialogare con colleghi giovani e meno giovani (ho conosciuto poche persone altrettanto “sociali”, sia in quest’ambito, sia in termini assoluti); il riferimento costante al mondo della musica, che è uno dei più autentici fils rouges della sua produzione, sotto varie forme.

La creatività di Albano Morandi è sfaccettata, caleidoscopica; qualche critico serioso direbbe magari eclettica. Dipinti, disegni, sculture, assemblaggi, installazioni, scenografie, e molti altri lavori di non semplice definizione statutaria per il loro essere “di confine” compongono il suo catalogo. Che però è del tutto unitario nella cifra che lo contraddistingue, nell’ethos, inconfondibile: una liricità mai esibita, un’ironia lieve, una poesia delle forme e dei colori, degli oggetti e dei significati, una vena di sognante straniamento, figlia del Dadaismo, del Surrealismo, delle miniaturistiche profondità di Klee, della lunare stupefazione di Licini, ma con un tratto sempre personale, con un sapore armonico, equilibrato, discreto. Classico, in fin dei conti.

E ciò che colpisce è la continuità assoluta, lungo questi trent’anni. […] Il senso di “Pictures at an Exhibition” è anzi di seguire le esplorazioni compiute da Albano Morandi in sentieri tutt’altro che geograficamente connotati; si tratta di percorrere mappe mentali, itinerari di un pensiero che, passo dopo passo, si è tradotto in opera e in biografia. E quindi le “impronte”, con i diafani acquerelli su carta di riso, i formichieri trampolieri e i frottage di conchiglie; e poi i ludi africani, e i grandi pannelli astratti eseguiti con nastri adesivi (originalissima reinterpretazione di possibili sviluppi del Neoplasticismo).

Senza tralasciare gli omaggi a protagonisti del passato, come nel caso dei Paesaggi allicinati, chiaro riferimento a Licini, dei De(s)perimenti dedicati a Fortunato Depero, dei compendi ludici di storia dell’arte, con rimandi ironici, giochi citazionistici e “variazioni sul tema” imperniate su capolavori di Malevič e altri pionieri dell’astrattismo. Per venire ai disegni, alle opere realizzate su fogli di quaderni o registri usati, o con stoffe; e alle sculture, accomunate dal candido “vestito” di gesso che racchiude oggetti quotidiani, elementi di riuso, fiori, e alle installazioni di miriadi di piccole scatolette colorate che compongono sulla parete una geografia immaginifica, una costellazione visionaria di suggestioni, reminiscenze, segni e gesti.

Per impiegare una similitudine musicale, la creatività di Albano Morandi può esser paragonata a un suono fondamentale che produce molti armonici, ipertoni che stanno in relazione con la nota di partenza e anzi concorrono a definirne il timbro, ma mantenendo una loro specificità riconoscibile; o a variazioni di un tema dato, che, in ultima analisi, è la messa in evidenza del reale. Più di un critico ha citato in proposito, a ragione, una frase tratta da Watt, romanzo di Beckett (autore tra i prediletti di Albano, insieme a Borges), dove uno dei personaggi, Hackett, entrando in una stanza dice: “Qui non c’è assolutamente nulla d’insolito, per quanto io possa vedere. Eppure ardo dalla curiosità e dalla meraviglia”.

[…] Due parole, per finire, sul progetto di “Pictures at an Exhibition”: benché la volontà curatoriale sia di ripercorrere l’intera carriera di Albano Morandi dagli esordi sino alle ultime realizzazioni, l’impostazione del/i percorso/i non è cronologica, bensì tematica e tipologica. Il coinvolgimento delle gallerie, poi, si configura come un “interscambio” con gli artisti presenti nei diversi spazi. L’idea è quella del confronto e del dialogo aperto tra le opere, affinché possano integrarsi e contaminarsi vicendevolmente, incontrandosi secondo analogie e specificità sempre nuove e differenti. Da ultimo, un esperimento ricco d’implicazioni intende essere l’interazione tra musica e arti, grazie alla fortunata collaborazione di importanti compositori, dei quali saranno eseguiti brani originali, talora appositamente scritti. Per chi, come Albano Morandi, ha sempre cercato di dar vita, con gli strumenti e i media che gli sono propri, a una “musica delle immagini”, questa unione di visivo e sonoro non può che essere un suggello esemplare e carico di valori estetici, oltre che etici». L’appuntamento è per venerdì 7 settembre 2012 ore 20:30, presso la Sala Riunioni della Biblioteca Comunale, in piazza Corradini n. 6.