GARDA – Cambiamenti climatici: dall’Europa dati allarmanti

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Il progetto Eulakes, finanziato dall’Unione Europea per il periodo 2010-2013 attraverso il Central Europe Programme, nasce dall’esigenza di trovare un punto di incontro tra le recenti scoperte scientifiche in tema di qualità delle acque lacustri e la gestione territoriale delle stesse. In modo particolare, attraverso il progetto viene perseguito l’obiettivo di studiare i cambiamenti climatici che nei prossimi anni interesseranno i quattro laghi centro-europei (Garda, Balaton, Neusiedl e Charzykowskie) al fine di introdurre modelli di Governance ambientale in grado di trovare soluzioni alle problematiche di volta in volta emergenti. Oggetto dell’analisi saranno principalmente l’inquinamento delle acque, la regolazione dei suoi livelli, gli effetti dei cambiamenti climatici, la gestione sostenibile delle coste le attività di pianificazione territoriale in ambito lacustre.

Le indagini sul Garda, condotte grazie alla partnership della Comunità del Garda, ente promotore dell’iniziativa, dell’APPA (Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente del Trentino), della Fondazione E. Mach e del CNR (Consiglio Nazionale per la Ricerca), hanno condotto a risultati sotto molti aspetti allarmanti.

Le ondate di calore che si abbatteranno sul Garda, con temperature medie superiori ai 30° C, aumenteranno nei prossimi anni del 650%, passando dalle attuali 10 a 75, e le precipitazioni, parallelamente, caleranno del 45%. Questo l’esito dello studio condotto dall’Austrian Institute of Technology, partner del progetto. Se tali previsioni in futuro incontreranno reale conferma, si renderà necessaria una collaborazione sempre più fitta fra chi vive sul Garda e utilizza le sue acque per fini potabili, turistici o paesaggistici e chi, invece, più a sud si avvale della stessa risorsa per fini agricoli: non si potrà prescindere, dunque, da un progetto di omogenea distribuzione dei livelli di impiego delle acque da parte dei vari utilizzatori.

Inoltre, la crescita della temperatura dell’aria determinerà un incremento di quella dell’acqua: l’APPA ha stimato che la temperatura della superficie lacustre crescerà in media 3,8° C all’anno. Inevitabili i relativi problemi ecologici, come quello di una più marcata stratificazione della colonna d’acqua e quello di un mancato miscelamento degli strati, con ripercussioni negative per il ciclo dei nutrienti.

Per quanto riguarda, poi, i ghiacciai che alimentano i fiumi tributari del Garda, si registra una preoccupante previsione d’insieme: nei primi anni ’90 il bacino idrologico del lago era alimentato da 146 rivi, oggi ne restano 83 e nei prossimi anni continueranno a calare, giacché il ghiacciaio totale che alimenta il Garda si stima perderà il 50% della sua superficie entro il 2025. Nel 2100, probabilmente, ne rimarrà solo il 5%.

Gli scenari previsti per i prossimi decenni non sono di certo incoraggianti, ma la comunità potrà, grazie alle previsioni scientifiche, prepararsi al cambiamento, predisponendo modelli che ne consentano la gestione nel migliore dei modi. Nerone, Caronte, Lucifero e Caligola quest’estate hanno portato con sé un’anticipazione dei futuri mutamenti climatici, quasi volessero invitare il territorio benacense a predisporre il prima possibile sistemi adeguati di Governance ambientale.