Fermare il declino e Italia Futura: basi di intesa

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Dopo l’incontro tenutosi a Roma tra esponenti fondatori di “Fermare il Declino” e Italia Futura, la creatura di Montezemolo, fondata circa due anni orsono, Oscar Giannino ha inviato a tutti gli aderenti e sottoscrittori della newsletter un comunicato che – per correttezza d’informazione – riportiamo integralmente.

E’ chiaro che si stanno preparando le mosse in previsione di una chiamata al voto che potrebbe essere anche più vicina di quanto si possa pensare. Personalmente non mi fa impazzire l’idea di una “commistione” con il movimento di LCdA, ma in politica contano i numeri e vince chi ne ha di più.

Montezemolo, seppur certamente non una figura nuova e non una verginella di primo pelo, rappresenta una parte del mondo imprenditoriale che ha una visione moderna e riformista e non è mai stato cooptato in alcun modo con il vecchio mondo politico italiano seppur, essendo stato vicino all’Avvocato, la politica non sia – per lui – materia sconosciuta.

“Cara amica, caro amico,
Come forse hai letto sul nostro sito o sugli organi di stampa che ne hanno parlato, sabato si è tenuto a Roma un incontro tra Fermare il declino e Italia Futura, presso la sede nazionale di IF: loro hanno uffici e personale retribuito, sono in pista da due annni e mezzo. All’incontro hanno partecipato per Fermare il declino, oltre ai fondatori presenti in Italia, anche i rappresentanti di alcune delle associazioni che si sono finora riconosciute nel nostro manifesto e programma, come Zero+, Civicum, Costituente liberale, Fondazione Oltremare, Indipendenti per Monti. L’incontro nasceva dalla comune esigenza di verificare la possibilità di un’agenda il più possible comune, politica e organizzativa, che tenga conto dei tempi estremamente ristretti nei quali ci dobbiamo misurare, per verificare quali esiti e sviluppi dare alla nostra iniziativa.
È vero che la prima linea di Italia Futura si è riconosciuta nel nostro appello e programma. E che in talune parti d’Italia tra i nostri aderenti nelle prime settimane vi sono anche sostenitori di Italia Futura. Ma è altrettanto ovvio che il loro essere campo da due anni e mezzo con proprie risorse, presenze e agenda, poneva il problema di una immediata verifica operativa che sgombrasse il campo da ogni equivoco, mettesse a fuoco convergenze o margini di dissenso, ed elaborasse bozze di organi e procedure per strutturare da subito processi decisionali e un metodo di lavoro davvero condivisi.
Per questo io stesso ho proposto a inizio dei lavori un ordine del giorno in tre punti. Primo: organi e procedure di lavoro, politici organizzativi e programmatici. Secondo: valutazioni politiche sui tempi e i modi dello sviluppo della nostra iniziativa. Terzo: quali criteri seguire per l’estensione ulteriore del nostro movimento, ad associazioni, espressioni civiche, ma anche pezzi ed esponenti di politica locale in uscita dai vecchi partiti e coalizioni.
Ho premesso a tutto ciò una considerazione che ha una importanza essenziale, e che desidero qui ribadire con grande chiarezza a tutti, a maggior ragione vista la lettura che il Corriere della sera ha voluto proporre ieri del nostro incontro.

È ovvio che tra non molte settimane – stante che l’ipotesi realistica è che le elezioni politiche saranno tra fine marzo e metà aprile – quando dovremo tirare le fila dello sviluppo futuro di Fermare il declino, l’indicazione di una leadership sarà parte essenziale di una proposta credible per il Paese. Ma, ho aggiunto, quello che è chiaro è che non ci sono leader “in sonno” già decisi e che aspettano solo che altri lavorino per poi cavalcare l’onda: nè Montezemolo, nè Marcegaglia, nè altri. Quando sarà il momento la decisione sarà presa e saranno gli aderenti a votare e scegliere tra le candidature con le primarie.
Con questa inequivoca dichiarazione nostra gli esponenti presenti di Italia Futura si sono dichiarati d’accordo. E qui desidero ribadirlo a voi tutti, soprattutto ai molti che in rete e per mail ci hanno legittimamente chiesto conto di quella che per il Corriere stamane era invece solo una mera tattica per tirare la volata a un candidato leader già scelto. Non è così: come sempre abbiamo detto e come ieri con noi ha convenuto chi rappresentava Italia Futura.
La discussione sui tre punti è durata circa quattro ore. E ha prodotto i seguenti risultati.
Sul primo punto, è stato deciso senza particolari problemi di costituire tre comitati ristretti da porre al lavoro al più presto: un comitato politico, e al di sotto un comitato organizzativo e uno programmatico. Il comitato politico nasce attualmente come espressione di Fermare il declino e Italia Futura, per poi allargarsi in caso di auspicate nuove estensioni della nostra rappresentanza a soggetti civici, associazioni culturali e movimenti. Al comitato organizzativo spetta l’immediata attivazione della messa a matrice comune delle nostre presenze in tutte le Regioni, Province e Comuni dove sia possibile, e il coordinamento delle attività di adesione e sostegno alla nostra iniziativa.
Al comitato programmatico l’indirizzo prioritario dei punti del programma da approfondire ed estendere, a cominciare dai temi del lavoro, condizione femminile e giovanile sui quali molti degli intervenuti hanno puntato il dito, per sventare il rischio di apparire come una formazione a caratterizzazione solo macroeconomica. Numerosi interventi hanno risollevato un punto che torna in rete e sui social network ogni giorno: com pensarla su questo e su quello.
Noi restiamo fedeli all’idea che partiti e movimenti con una linea definita su ogni cosa siano un retaggio delle vecchie chiese. Nasciamo su alcune priorità per invertire il declino italiano, riconosciamo che dobbiamo perfezionare profondità ed estensione delle nostre proposte su alcuni temi, ma non ambiamo a diventare produttori di linea per ogni voce dell’ecnciclopedia.
Sul punto due, la discussione ha toccato a lungo il giudizio sul governo Monti. Le sensiblità erano e restanto diverse. I fondatori di Fermare il declino riconoscono a Monti uno stance internazionale che il predecessore non poteva neppur sognarsi, ma ritengono che il governo Monti non abbia scalfito le pessime prassi della PA italiana che sommate alla cecità della politica hanno condotto al declino italiano. Gli esponenti di Indipendenti per Monti hanno ribadito che tuttavia l’offerta attuale della politica consiglia di restare a difesa attiva di Monti oggi, e pronti a sostenerlo anche un domani se presenti in Parlamento. In posizione mediana IF, convinta dell’inopportunità di apparire come nemici del premier, mentre diverso è criticare anche pesantemente errori dei suoi ministri.
Sul punto tre, il radicamento territoriale e l’apertura verso l’inclusione di nuove associazioni e movimenti dovrà portare a “filtri” nei confronti di pezzi di vecchia politica e amministratori locali che si avvicinassero a noi. Regole formali scritte e precetti validi per tutti non possono essere facilmente identificati, l’esame della crediblità personale e collettiva andrà fatto caso per caso, alla luce dei punti del nostro manifesto e del programma.

A conclusione dei lavori, esaminato il presumibile calendario elettorale, la decisione finale è stata di tenere una grande convention a inizio novembre, nella quale sciogliere defitivamente il dilemma intorno alle modalità della piattaforma politica con la quale lanceremo una proposta nuova al Paese, programmatica e di cambio di classe politica e dirigente. Non serve un partitino nuovo. L’essenziale è capire se e come saremo in condizione di presentare liste e candidati in coerenza a ciò per cui siamo nati e che ci unisce, alla luce anche di quella che sarà l’eventuale riforma elettorale. E a quella data, in una manifestazione che potrebbe unire due luoghi evocativi del lavoro e della cultura a nord e a sud collegati via satellite, dovrà ovviamente essere sciolto anche il problema della leadership.

Cari amici, come vedete si tratta di un pecorso molto impegnativo. Il tempo è poco, le nostre risorse sono ancora troppo limitate. Ma se in quattro setimane di agosto ventimila hanno aderito, ora si tratta di di moltiplicare l’impegno di tutti per accresere le adesioni. I coordinatori di cui stiamo annnciando la nomina nelle diverse Regioni non sono al vertice di gerarchie nè eligendi a questa o quella assemblea politica, sono volontari tra volontari tra volontari che accettano di iniziare a organizzare e focalizzare presenza e iniziative degli amici. Servono in particolare da subito due tipi di eventi, localmente. Incontri anche conviviali finalizzati al fund raising, estesi a non aderenti, con la partecipazione di uno di noi che illustri brevemente le prorità che qui trovate. E vere e proprie presentazini pubbliche della nostra iniziativa, del suo programma, delle sue intenzioni di rimettere in piedi l’Italia senza più cadere trappola nè delle vecchie promesse dei partiti, nè della nuova seduzione della pura protesta.
C’è molto, moltissimo da fare. E lo faremo su base volontaria. Continuando a potenziarci nella comunicazione, dove siamo solo agli inizi. E nel web, dove già siamo un poco più avanti, con oltre 10 mila like al sito. Ma l’obiettivo alla nostra portata deve essere quello di arrivare oltre quota 50 mila nel giro delle prossime sei settimane, con un fund raising appropriato a sostenere le nuove iniziative che annunciamo.

Contiamo su ciascuno di voi, sul vostro entusiasmo, sulla vostra disponibilità a metterci faccia, tempo e credibilità. Come noi tutti facciamo.
Fermiamo il declino,

Oscar Giannino”

3 Commenti

  1. il fatto di collaborare con Montezemolo non mi entusiasma molto; di “nuovo” non credo abbia nulla

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