BAGOLINO – 4D Adamello conference: si parla de “Il Chiodo d’Oro”

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Capire la generazione e la sedimentazione di batoliti nello spazio e nel tempo è fondamentale per il collegamento tra il vulcanismo e l’estrazione dall’interno della Terra, in fusione.

Questo è quanto si cercherà di indagare nei prossimi giorni a Bagolino, sede di un convegno dalla portata mondiale: il “4-D Adamello conference”, che fornirà una piattaforma per presentare e discutere i recenti risultati della ricerca batolite.

Inoltre numerose gite sull’Adamello e i dintorni offriranno l’opportunità di discutere i recenti progressi delle ricerche connesse all’Adamello.

Una premessa per i non addetti ai lavori: I batoliti, dal greco βαθύς = esteso + λίθος = pietra, sono enormi strutture composte da rocce ignee intrusive; essi costituiscono i tipi di corpi intrusivi più grandi, tanto da poter raggiungere anche decine di migliaia di chilometri di estensione e in volume. Sono irregolari nella forma, e la loro formazione è comunemente associata all’orogenesi, cioè ai processi di costruzione delle montagne.

Il convegno si aprirà mercoledì 5, con una uscita, antecedente le conferenze, nei dintorni di Bagolino (max 40 partecipanti), volta ad analizzare il magmatismo Permiano e la formazione del bacino.

La prima sessione del convegno, che si terrà la mattinata successiva, avrà infatti per tema le scale di tempo di sedimentazione  del magma.

Altre quattro sessioni seguiranno la prima, fino a sabato: di metamorfismo, flusso del fluido ed evoluzione termica in aureole di contatto si parlerà nella seconda sessione; la terza avrà per tema la modellazione su piccola e larga scala della messa in posa del batolite; la quarta: lotti, legumi e diapiri, i contributi di petrologia e geochimica; e, infine, si chiuderà con la tensione durante l’evoluzione della messa in posa del batolite.

Tra i relatori notissimi studiosi, di fama mondiale: Tom Sisson, USGS; Blair Schoene, Princeton University;Drew Coleman, University of North Carolina; Barbara Dutrow, Louisiana State University; Jon Blundy, Università di Bristol; Josef Dufek, Georgia Tech.

Ogni sessione del convegno si aprirà in mattinata, alle 8:30, e si chiuderà alle 16:00, orario dopo il quale, dalle 16:30 alle 18:00, sarà possibile discutere dei differenti processi, quali la generazione di fusione e di estrazione chimica, il magma, l’evoluzione e il frazionamento, la modellazione fisica e numerica di propagazione del magma; i processi di cristallizzazione durante la risalita e la sedimentazione; l’evoluzione termica dei corpi magmatici e aureole di contatto; scale temporali di generazione di magma e cristallizzazione.

Venerdì, dalle 17:00 alle 19:00, l’attenzione sarà invece rivolta al “Chiodo d’Oro per Bagolino: Middle Triassic tephra sequences”: Il “Chiodo d’oro” è stato assegnato al nostro territorio per la rappresentatività dell’affioramento, per i suoi fossili, per la precisione della datazione degli strati ed è stato piantato nella zona di Romanterra: una lunga faglia, nota come “Linea della Val Trompia”, che si estende tra Lodrone e Passo Maniva, separa rocce recenti da rocce antiche: a sud si trovano strati quasi verticali che si depositarono circa 200 milioni di anni fa in un mare tropicale, durante il periodo del Triassico; a nord, sedimenti argillosi, arenarie e rocce vulcaniche formatesi nel periodo Permiano circa 280 milioni di anni fa.

Sabato sera si cenerà insieme, e da domenica 9 a mercoledì 12, la teoria verrà invece discussa sul campo: ci si recherà al batolite dell’Adamello (max 66 partecipanti), e si andrà, per meglio focalizzare il fenomeno del magmatismo, al Lago della Vacca, Blumone, Frerone, Valle di Daone, Forcel Rosso (Rifugio Tita Secchi).

Val di Saviore, Forcel Rosso, Valle di Daone, Lago della Vacca (Rifugio Lissone) saranno invece le gite che aiuteranno i partecipanti a comprendere la geometria delle frontiere e il metamorfismo di contatto. Per maggiori informazioni sull’evento, invito a visionarne il sito, al link.