LAZISE – Al via i lavori per il polo culturale Giuseppe Castellani

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Si tratta di un progetto da cui si parlava da tempo e a breve avranno inizio i primi lavori volti alla sua realizzazione. Frutto di un accordo tra le istituzioni e la società Area Progesso s.r.l., il polo culturale Giuseppe Castellani sorgerà in località Rocchetti: sarà realizzato un edificio ecosostenibile in pietra, legno e ferro, dall’ampiezza di circa 6 mila mq, che ospiterà al suo interno aule di danza, musica e musicoterapia, una sala prove e registrazione, una biblioteca, un teatro chiuso e uno all’aperto.

I lavori inizieranno tra settembre e ottobre e sarà proprio la società Area Progresso a finanziare le prime spese, per un totale di 3 milioni di euro. Nelle prossime settimane verranno, inoltre, convocate presso la sede municipale tutte le realtà associative ed economiche che operano sul territorio e che prenderanno parte alla realizzazione del progetto al fine di predisporre un piano organizzativo e di coordinamento.

Il progetto, presentato dal sindaco Renzo Franceschini presso la Dogana veneta con la presenza del sindaco di Peschiera, di Villafranca, di Cerea e dell’assessore provinciale Fausto Sacchetto e dell’onorevole Gianpaolo Fogliardi, rientra nel Bacino ambientale, culturale e sociale del Veneto, istituito con legge regionale del 2010, e sarà intitolato al maestro Giuseppe Castellani, appassionato di musica ideatore e maestro della Schola Conatorum di Lazise scomparso da pochi anni.

La scelta di far nascere il polo lontano dal centro storico della cittadella gardesana è finalizzata a far conoscere il territorio dell’entroterra. La struttura, progettata dall’architetto Alfredo Pasquetto, sarà leggera e non impattante, in ossequio alle linee guida europee sullo sviluppo dell’architettura sostenibile. Il costo complessivo dell’opera sarà di 9 milioni di euro, finanziati per un terzo dal privato e per la restante parte da enti e istituzioni nazionali ed europee.

In contemporanea sarà avviata l’urbanizzazione delle aree contigue: 10 mila metri cubi saranno destinati all’edilizia residenziale pubblica e 25 mila metri cubi all’edilizia privata tout court.