DESENZANO – Piani Grezze e Tassere: lettera aperta ai giudici del Tar

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Nei giorni scorsi il Tar di Brescia ha respinto la richiesta avanzata da Legambiente e Comitato Pro Referendum di sospendere in via cautelare l’esecuzione delle delibere relative ai piani integrati di intervento Tassere e Grezze. Con sentenza datata 31 luglio 2012 i giudici hanno dichiarato inammissibile per vizio di forma la domanda di sospensiva riguardante la costruzione di nuove case per 44.500 mq in zona Grezze e per 49.788 mq in zona Tassere.

Così, il Comitato Promotore Parco delle Colline Moreniche del Garda, presieduto da Emilio Crosato, ha inviato una lettera aperta al TAR, nella quale viene contestata la bontà della decisione adottata. Quella dei giorni scorsi si configura come “una decisione importante per il  paesaggio del Garda: praticamente le ruspe potranno riprendere i lavori e cementificare e sorgeranno nuovi condomini. E siamo di nuovo al ‘consumo del territorio’. Dovrebbe essere noto a tutti che il territorio, una volta consumato, non si ripristina: semplicemente sparisce sotto il cemento”.

Queste le parole con le quali si apre la lettera, accompagnate dal suggerimento rivolto agli estensori della delibera di recarsi a Lonato del Garda, in frazione Barcuzzi, via sant’Andrea, per rendersi conto ‘de visu’ di cosa significhi cementificare una collina.

La cementificazione, oltre a danneggiare il paesaggio, risulta essere anche economicamente controproducente, come sottolineato dai firmatari:  “Siamo passati da un totale di aree coltivate di 18 milioni di ettari a meno di 13 milioni. Cementificate poco meno d’un terzo. E si continua. Va sottolineato che il settore agroalimentare è uno dei pochi che non ha subito l’effetto della crisi mondiale in atto. Le abitudini alimentari degli italiani sono assurte alla notorietà e in tutto il mondo si usa come esempio la ‘dieta mediterranea’.  Ne consegue che all’estero vi è una domanda e un consumo dei nostri prodotti alimentari. Per contro, nella sola provincia di Brescia, vi sono 107 mila vani invenduti in abitazioni nuove”.

Dinnanzi al vizio di forma rilevato dai giudici del TAR, i membri del Comitato Parco hanno deciso, nella lettera, di sottolineare le caratteristiche delle località Grezze e Tassere. La prima è censita tra le aree umide soggette a tutela ambientale, ha portato alla luce reperti palafitticoli, ospita una rete idrica minore che genera il Rio Venga, è interessata da colture specializzate di vigneto d’alto pregio e gode di un notevole effetto panoramico, rappresentando una continuazione del cordone morenico. La seconda, invece, è connotata da insediamenti abitativi, una linea ferroviaria ed è stata classificata Ambito Agricolo Strategico, è inserita all’interno del perimetro Doc Lugana ed è interessata da colture vinicole.

“Di fronte, appunto, al ‘vizio di forma’, cosa volete che conti il fatto che le zone avrebbero dovuto rimanere incontaminate dal cemento? Nulla. Cosa volete che conti che l’intero sistema fognario del lago di Garda sia in crisi, che non esistono depuratori sufficienti a smaltire le acque reflue e che il lago è gravemente minacciato? Nulla. Cosa volete che sia il problema delle acque potabili? L’area delle Tassere e delle Grezze, come è noto, nasconde tutto un insieme di fiumi e rivoli sotterranei, che potrebbe essere sconvolto proprio dalle ruspe e dagli scavi. Manca uno studio idrografico sulle acque sotterranee e sui relativi rischi di inquinamento per la salute dei cittadini”.

Le recenti tragiche esperienze dei terremoti nella Pianura Padana, che hanno avuto ripercussioni anche sul lago di Garda, dovrebbero, inoltre, far riflettere sulla opportunità di concedere licenze edilizie in zone ove vi sono acque sotterrane. “Di fronte al ‘vizio di forma’, cosa volete che sia il problema del terremoto? cosa volete che contino gli allarmi del ministro dell’agricoltura?  Cosa volete che conti  il ‘Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Brescia’ n. 22 del 21 aprile 2004 [nella parte in cui, all’art. 3, stabilisce che] le finalità del P.T.C.P. sono essenzialmente: il miglioramento della qualità del territorio, la tutela ed il corretto uso dei beni ambientali, la valorizzazione del paesaggio attraverso la riscoperta delle identità locali, l’orientamento dell’ uso del territorio ai fini insediativi nei limiti della compatibilità con la conservazione dei valori fisico-naturali e storico-culturali? Cosa volete che conti  che le società che si propongono di costruire alle Grezze e alle Tassere per migliaia di metri quadrati hanno un capitale sociale (20 mila euro) sufficiente forse per acquistare un box a Desenzano e che potrebbero suscitare il sospetto di essere società di comodo?”.

Nella parte finale della lettera, il Comitato Parco sottolinea poi la necessità di rivisitare la giustizia italiana: “Se il ‘formalismo’, come sottolinea Vitaliano Esposito, è la base della giustizia in Italia, ebbene questa ‘ingiustizia’ va riformata, senza porvi alcun indugio. Altrimenti si vivrà nel sopruso. Sta di fatto che una delle bellezze d’Italia, il paesaggio, viene quotidianamente distrutto e nello stesso tempo l’ambiente in cui si vive si sta deteriorando”.

E, per concludere, “chissà perché il progresso assomiglia sempre di più alla distruzione” – John Steinbeck, Viaggio con Charlye.