GAVARDO – Polemiche sul caso Guido Lani per la scuola elementare

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Guido Lani, consigliere di minoranza, dinnanzi al rifiuto opposto dal sindaco Emanuele Vezzola ad una sua richiesta di documenti relativi alla realizzazione della nuova scuola elementare, aveva presentato ricorso al TAR. I giudici amministrativi avevano condiviso le ragioni del ricorrente: l’epilogo del processo aveva, infatti, visto Vezzola condannato al pagamento delle spese legali e processuali.

Il caso processuale è chiuso, ma quello ‘sociale’ ha continuato a far discutere le forze politiche del paese, tant’è che in un volantino distribuito nei giorni scorsi il Popolo della libertà ha sostenuto che Lani non avrebbe chiesto i documenti nell’ambito del suo attuale mandato di consigliere comunale, bensì in veste di privato cittadino, al fine di difendersi dalle accuse formulate a suo carico nell’ambito di un processo, di cui sarebbe imputato, pendente presso la Corte dei Conti.

“Lani ha usato la sua carica – si legge nel pieghevole – per avere tutti quei documenti gratuitamente, ben sapendo che se li avesse chiesti come semplice cittadino avrebbe dovuto pagare i diritti di segreteria e di istruttoria, come tutti”. Da qui l’invito rivolto al consigliere di dimettersi, per aver abusato della propria posizione al fine di tutelare, a spese dei contribuenti, interessi individuali.

Non ha tardato ad arrivare la risposta di Lani: quest’ultimo, dopo aver smentito di essere imputato in altri processi, ha affermato che “sulla questione scuola elementare c’è un giudizio in pendenza presso la Corte dei Conti, promosso durante il precedente mandato dall’attuale maggioranza, che allora si trovava all’opposizione. In ogni caso – ha dichiarato –, non sono io il destinatario dell’imputazione, bensì l’ex sindaco. Reputo pertanto questo attacco nei miei confronti presuntuoso e in assoluta malafede”.