PESCHIERA – Ondate di alghe nel Garda. Il fondo regionale mai usato

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Una marea di alghe ha invaso le superfici delle acque lacustri e “sono talmente tante – ha spiegato il sindaco Umberto Chincarini – che in certi punti formano un vero e proprio tappeto su cui camminano gli animali e raccoglie immondizia, come è il caso di bottigliette di plastica o lattine gettate da persone dotate di scarso senso civico”.

È atteso in questi giorni il sopralluogo dei tecnici mantovani che il Comune di Peschiera ha contattato al fine di chiedere in prestito il macchinario per lo sminuzzamento e la raccolta delle alghe.

Il sindaco intende, inoltre, fare ricorso al protocollo di intesa firmato nel maggio 2009 dalla Regione Veneto relativo ad “Interventi di protezione e riqualificazione ambientale” destinati proprio al lago di Garda. “Con il protocollo – ha spiegato – la Regione incaricava il suo concessionario Consorzio Venezia Nuova ad occuparsi di alcune emergenze ambientali. Era stato nominato come capofila il Comune di Torri del Benaco ed era stato messo a disposizione un finanziamento di circa un milione di euro all’anno: dovevano servire per arrivare ad una comune certificazione ambientale Emas ma anche ad affrontare alcuni interventi di risanamento riferiti, appunto, alla presenza algale e al dragaggio dei fondali dei porti. Ma le cose sono ferme tanto che poche settimane fa, agli inizi di agosto, è arrivata una lettera del Magistrato alle acque che sollecita i Comuni rivieraschi gardesani all’utilizzo dei fondi residui e che sono ancora là. Solo che è ancora tutto fermo così noi abbiamo pensato intanto di muoverci da soli per come e quanto possiamo”.

Lo stato delle cose è stato confermato anche da Giorgio Passionelli, sindaco di Torri del Benaco: “Quel Protocollo, firmato con assessore all’ambiente Carlo Conta, prevedeva la Codifica d’area come certificazione Emas e alcuni interventi puntuali come quelli per le alghe e il dragaggio dei porti che non si fa da almeno una quindicina di anni credo. Solo che la certificazione Emas non la stanno facendo tutti i Comuni e, dunque, la Codifica d’Area è slittata e sarà ripresa solo dopo che gli enti interessati avranno completato il lavoro per il loro accreditamento ambientale. Noi, però, abbiamo scritto un paio di mesi fa alla Regione chiedendo lumi per capire come procedere e dunque utilizzare i circa 600mila euro rimasti che sono pronti, in quanto assegnati al lago di Garda, ma devono essere destinati ufficialmente dalla Regione per poter essere spesi. Noi pensavamo sia al problema alghe ma anche ai dragaggi dei porti che sono un problema di tutti ma maggiormente sentito dai Comuni da Peschiera a Bardolino. La lettera, però, è tutt’ora senza risposta”.