GARGNANO – Viabilità disastrosa: sempre buio nel tunnel D’Agli

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La galleria D’Agli è la prima che si incontra dopo Gargnano, proseguendo verso nord sulla Gardesana, tra il km 86,750 e il km 88,500. Lo scorso anno il tunnel era stato oggetto di lavori di riqualificazione e adeguamento degli impianti tecnologici installati al suo interno per un costo totale di 18 milioni di euro, ma qualcosa sembra non funzionare come dovrebbe.

L’impianto di illuminazione, infatti, seppur nuovo, è perennemente spento. Ha funzionato soltanto una settimana la scorsa primavera, poi la galleria è caduta inesorabilmente nelle tenebre. Voci di paese ipotizzano i più vari scenari: dalla mancata omologazione dell’impianto alla necessità di fare economia sulla bolletta elettrica. Numerosi i disagi derivanti da tale situazione, soprattutto per i cicloturisti che percorrono il tunnel nelle ore notturne.

Rimangono tuttora ignote le ragioni del mancato funzionamento dell’impianto di illuminazione, nonostante il sindaco di Gargnano Gianfranco Scarpetta abbia già spedito due lettere all’Anas, gestore della rete stradale a autostradale italiana, con richiesta di chiarimenti in merito. La Gardesana si configura come un’arteria su cui si regge l’economia turistica altogardesana e tutto questo disinteresse nei confronti di un tratto fondamentale della stessa ha fatto sì che anche il sindaco di Tignale, Franco Negri, sia intervenuto sulla questione al fine di invocare interventi risolutivi: “È doveroso che la popolazione conosca i nomi di chi, ricoprendo ruoli e responsabilità all’interno dell’Anas, ha ribadito ai sindaci di ieri e di oggi che le priorità e le necessità di questa strada sono stabilite da Anas attraverso valutazioni dei tecnici”.

Va segnalato, poi, il fatto che la scorsa primavera gli amministratori di molteplici Comuni gardesani, avevano segnalato alla Procura della Repubblica la disastrosa situazione in cui versava e tuttora versa la Gardesana nel tratto fra Gargnano e Limone, tra semafori non funzionanti, code intollerabili, lavori dai tempi infiniti e bassissimi standard di sicurezza. Ingredienti che, di certo, cagionano danni considerevoli all’immagine del territorio e all’economia turistica.