GARDA – Le nutrie “star” sul lago. Il Comune le vuole cacciare via

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Quest’anno, ogni sera al tramonto, le fotografie dei turisti in riva al lago non hanno per oggetto il sole che cala all’orizzonte, cigni o germani. No, preferiscono fotografare le nutrie, simpatici roditori cugini del castoro che si riuniscono, verso l’ora di cena, alla foce del torrente Gusa, in pieno centro. In passato utilizzati per la produzione di pellicce, si tratta di animali che possono raggiungere i 10 kg di peso corporeo, avvicinati con qualche boccone dai turisti, soprattutto stranieri, per nulla impauriti.

“Ormai sono una vera e propria attrazione delle serate gardesane”, ha affermato Gianfranco Ragnolini, che vende sciarpe e foulard ad un banchetto sito sul ponte del torrente. Tuttavia, l’Amministrazione comunale non sembra gradire la presenza di questi curiosi ospiti: “Danneggiano argini e colture. Già nei prossimi giorni utilizzeremo alcuni volontari per posizionare delle gabbie per catturarli e spostarli – ha spiegato il sindaco Antonio Pasotti –. Non c’è dubbio che vadano mandati via: se alcune persone sono attratte, infatti, altri sono spaventati perché li scambiano per grossi ratti, che danno idea di sporcizia. Se tempo fa se ne stavano in disparte, ora che ricevono bocconi non hanno più paura e si avvicinano. E poi si riproducono in fretta: lasciarle qui significherebbe che in futuro potrebbero moltiplicarsi”.

La cattura e la soppressione dei roditori è stata affidata ad Anna Maggio, comandante della Polizia provinciale, che ha sottolineato che “i danni che [le nutrie] creano all’agricoltura e ai fiumi sono notevoli. Ecco perché la Provincia ha varato un piano di contenimento di questa che non è una specie protetta. Al momento, comunque, la situazione sul Benaco non è allarmante. Semplicemente qualche esemplare è comparso lungo i corsi d’acqua o nei canneti ed è preferibile rimuoverlo subito”.

Nessun allarme dunque: il biologo Ivano Confortini ha, infatti, spiegato che non sussistono rischi di leptospirosi, sebbene i roditori che vivono nei campi divorino ortaggi e le loro tane danneggino gli argini dei fiumi e i sistemi di irrigazione.