BRESCIA – Mostra di Matisse, lettera ad Artematica per spiegazioni

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Facebook: un esponente del Pd mostra sul suo profilo la matrice di un biglietto della mostra di Matisse del 2011, realizzata a Santa Giulia, evidenziando una discrepanza tra il numero dei visitatori dichiarati e quelli effettivi.

Dalla matrice del biglietto appare che in data 8 giugno il numero progressivo era di 127.055, mentre il 19 giugno, una settimana prima del termine della mostra il numero era di 131.547, comunque molto lontano dai 248mila visitatori dichiarati. Parte da qui la polemica che da giorni occupa le pagine della cronaca di Brescia. Quanti sono stati i visitatori?

Il Presidente della Fondazione Brescia Musei, Fausto Lechi,  ha inviato una lettera all’Amministratore di Artematica, per ottenere spiegazioni in merito al numero di visitatori, ottenere la documentazione dei biglietti e nel caso si chiede la restituzione di quanto pagato da Brescia musei.

La Società di Treviso incaricata della realizzazione della mostra, aveva stipulato un contratto con Brescia, se il numero di visitatori avesse superato i 230mila Artematica avrebbe ottenuto un bonus di 300mila euro, nel caso in cui i biglietti venduti fossero stati meno di 230mila, Brescia Musei poteva richiedere la restituzione di 200mila euro.

Brescia non poteva controllare i dati della Siae, poiché la documentazione è arrivata direttamente dalla Società di Treviso, in base ai numeri consegnati da Artematica, Brescia Musei ha pagato 2 milioni più i 300mila euro di bonus per aver superato i 230mila visitatori.

Da parte sua l’assessore alla Cultura, Andrea Arcai, difende Artematica, dichiarando che si è trattato solo di un errore:” Quel pezzo di carta è la stampata dei biglietti di categoria C1 per le comitive venduti in prevendita. Da quanto ho potuto verificare, tale documento è la stampata riepilogativa della cassa collegata con la Siae; significa solo che alla data in cui è stato stampato erano stati venduti oltre 128mila biglietti, ma solo riferiti a quel tipo di categoria”. Ora si attendono delucidazioni in merito, per porre fine a questa spiacevole e antipatica situazione.