VOBARNO – Riapre domani il Centro Didattico della Riserva Naturale Sorgente Funtanì

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La sorgente “Funtanì di Nalmase” è ubicata sulla sponda destra del Torrente Agna che scorre nella Val Degagna la quale, dal comune di Vobarno, sale fino a Treviso bresciano.

La notevole importanza di questa piccola Riserva è dovuta alla scoperta di rari endemismi faunistici nella cavità della Sorgente Funtanì: si tratta  di  piccoli molluschi di acqua dolce rinvenuti dagli esperti della Società Italiana di Malacologia la quale, alcuni decenni or sono, promosse un ampio studio sulle sorgenti delle Alpi. Proprio in seguito a queste ricerche gli studiosi Pezzoli e Toffoletto sollecitarono la protezione del sito che, nel 1971 venne inserito nella “Carta dei Biotopi d’Italia”.

In questa  sorgente, insieme ad altre due ubicate nelle sue vicinanze, rispettivamente a nord e a sud, sono rappresentati quasi tutti i molluschi d’acqua dolce delle sorgenti, viventi in Lombardia. Questi organismi, che si presentano agli occhi del profano come minuscole conchigliette, necessitano di condizioni molto particolari per vivere, fra le quali gioca un ruolo determinante la purezza dell’acqua.

Per quanto ai non addetti ai lavori il guazzo d’acqua in questione possa sembrare modesto, i naturalisti che l’hanno esaminata hanno evidenziato nel suo seno vari microambienti che si differenziano tra loro per la minore o maggiore velocità della corrente, per la differente temperatura, per la presenza di più o meno luce, per la presenza o meno di determinante specie vegetali,  di sassi, limo o ghiaia, e tanti altri aspetti. Queste differenti caratteristiche determinano l’insediarsi di diverse specie di micromolluschi, i quali si distribuiscono nella pozza a seconda delle loro particolari esigenze. Tutte le specie studiate necessitano di acque con temperature piuttosto basse e con un certo grado di durezza, che indica la presenza di sali minerali disciolti indispensabili per costruire il loro guscio protettivo. Quanto è stato fin qui illustrato mette in evidenza la delicatezza estrema di questa nicchia ecologica e la necessità di proteggere tutto il bacino imbrifero a monte della Sorgente.

Dal punto di vista geologico la Sorgente Funtanì è una sorgente di faglia, che si è formata in seguito alla frattura degli strati rocciosi; essa è costituita da una parte sotterranea lunga circa 9 metri, al termine della quale vi è una fessura di circa 10 centimetri, dalla quale proviene l’acqua che la alimenta.

Il territorio nel quale è collocata la sorgente vera e propria, pur non presentando particolari emergenze naturalistiche, non è tuttavia insignificante; vi si possono trovare ben rappresentate le varie specie vegetali che caratterizzano l’ambiente del piano collinare: castagno, carpino nero, carpino bianco, roverella, ecc. Nei prati sono state censite ben 600 specie di fiori tra cui il “dente di cane” (Erythronium dens canis) ed alcune orchidee del genere Ophris.

Il centro didattico della Riserva Naturale del Fontanì, a Degagna, di Vobarno, ha fissato la sua riapertura proprio per domani mattina, alle Ore 10; già dalle 11 avrà inizio la visita guidata del percorso didattico, al fine dimette in mostra le peculiarità naturalistiche del sito; si consiglia pertanto l’uso di scarpe da trekking.

Nel primo pomeriggio, dopo il pranzo al sacco, ci si divertirà con: «Suoni della Natura», un laboratorio per bambini e ragazzi durante il quale è prevista la costruzione di strumenti musicali con semplici materiali naturali, attività che si prolungherà fino alle chiusura del centro, prevista per le 17.

Come vi si arriva? Giunti a Vobarno si segue la strada che collega il paese a Treviso Bresciano, fino alla frazione di Nalmase, dove si lascerà l’auto per proseguire a piedi verso la Riserva, che è segnalata con piccoli cartelli. Il sentiero inizia dalla strada in prossimità di un piccolo ponte.

 

Per informazioni  invito a contattare contattare gli uffici allo 0365 596030, oppure a scrivere a: urbanistica@comune.vobarno.bs.it