VILLANUOVA – Quattro serate con i burattini di Onofrio

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Questa sera alle ore 21, presso la piazza Donatori di Sangue, a Villanuova, avranno inizio gli spettacoli dei burattini, per grandi e piccini, che terranno compagnia al paese valsabbino fino a martedì 28 agosto.

Lo spettacolo in programma per oggi è “Il potere del talismano”; domani, domenica 26 agosto, andrà in scena: “La valle stregata”; lunedì 27 agosto: “I diamanti di Zaataria”; martedì 28 agosto, per concludere: “I bravi di Venezia”.

I Burattini di Giacomo Onofrio rappresentano un importante filone della tradizione familiare italiana, che da padre in figlio si tramandano da molto tempo l’arte e il mestiere del burattinaio: «Mi chiamo Giacomo Onofrio; sono nato e cresciuto in una famiglia di burattinai e ho fatto di questa vocazione familiare la mia strada nella vita e nel lavoro. Fu nonno Giacomo a fondare il Teatro dei Burattini “Onofrio”, nel lontano 1925. L’attività continuò con papà Giuseppe, ma a causa di una grave malattia egli dovette abbandonare i suoi burattini all’età di quarantadue anni. A quel tempo (avevo solo diciassette anni) non mi ritenevo pronto per “entrare in scena” e prendere in mano il lavoro di famiglia: ricordo che il nonno considerava difficile essere un bravo burattinaio -lui, che eccelleva in quest’arte-. Mi ci vollero tempo e più sicurezza in me stesso per chiedere in prestito l’attrezzatura di famiglia. Fu una grande emozione per me debuttare sul palcoscenico della vita di artista-burattinaio con la baracca di velluti rossi di mio padre e di mio nonno prima di lui. All’inizio lo consideravo un hobby, un modo per ricordare con affetto alcuni momenti magici della mia infanzia. Poi l’hobby divenne passione, e la passione desiderio di farne il mio mestiere. Non fu facile: cercai di recuperare quello che era andato perduto e costruii da zero quello che mancava. Con l’aiuto di mia moglie Albertina mi improvvisai sarto e scalpellino, per poter intagliare e vestire i burattini con le mie stesse mani. Restaurai scenari, progettai e costruii altre tre nuove baracche da installare nei luoghi più disparati. Amalgamai i trucchi delle tradizione con l’innovazioni tecnologiche per cercare effetti nuovi e sorprendenti da portare in scena. Amici e parenti condivisero con me i loro ricordi: battute e scenette -che mio nonno non aveva mai messo per iscritto- ripresero vita in scena come per magia. Mia sorella Ferdinanda e mia nipote Fulvia scrissero altre sette nuove commedie per arricchire il mio repertorio, mentre mio cognato Achille ne realizzava le grandi scenografie per le baracche “la Viaggiante” e “la Classica”. Ormai sono anni che mia moglie Albertina ed io ci spostiamo per piazze, teatri e scuole riproponendo uno spettacolo popolare che affonda il suo animo nello spirito autentico del teatro d’animazione. Nel 1994 abbiamo costruito un teatro arena -il primo in tutta l’Italia settentrionale. Dal 2001 siamo presenti nella manifestazione per bambini Seridò che si svolge al centro fiera di Montichiari (Brescia). Nel 2005 si è creato un progetto educativo per far scoprire agli alunni della scuola primaria l’antica arte del burattinaio. L’amore per lo spettacolo e il rispetto del pubblico ci impongono di eseguire le nostre rappresentazioni totalmente dal vivo: solo in questo modo possiamo addolcire il dialetto per adattarlo ad una platea di giovanissimi».