SARNICO – Vallanzasca a Sarnico: il Prefetto di Bergamo chiede spiegazioni al Ministero

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Il “Bel Renè”, Renato Vallanzasca, condannato a quattro ergastoli e ad una pena aggiuntiva di 300 anni, da inizio agosto lavora in un negozio a Sarnico come magazziniere.
Questo fatto rientra all’interno dei progetti di reinserimento grazie ai benefici dell’articolo 21 dell’Ordinamento Penitenziario.
Ora è sottoposto a regime carcerario di semilibertà che gli consente di uscire dalla casa circondariale di Bollate, Milano, per svolgere il lavoro di assistente magazziniere.

Non piace la decisione agli abitanti di Sarnico e ad altre persone, soprattutto considerando la vicinanza con Dalmine, luogo in cui il 6 febbraio 1977, uccise al casello autostradale di Dalmine gli agenti della Polizia Stradale Luigi D’Andrea e Renato Barborini.

Il Prefetto di Bergamo, Camillo Andreana, ha inviato una lettera al ministero, chiedendo di rivedere la decisione, a suo parere inopportuna, considerando: “…dei gravissimi fatti compiuti in questo territorio dove ci sono persone che piangono la morte dei propri cari, uccisi mentre servivano lo Stato, proprio da Vallanzasca”.

1 Commento

  1. Quel Vallanzasca là, devi metterlo qua….!
    Sembra che da qualche giorno, politici locali e non, appartenenti a tutte le direzioni e di tutte le colorazioni, non perdano la ghiotta occasione per ergersi a salvatori del popolo, mettendo tutti al riparo dal terribile bandito sessantaduenne che non chiede altro…. che lavorare.
    E per condire il tutto, una goccia di prefetto, una spruzzata di articoli del giornale locale, et voilà, l’insalatona bergamasca è pronta!!!
    Ma dico, con tutti i problemi che ci sono a Bergamo, proprio ad uno che si è gia fatto 35 anni di carcere (e carcere duro, visto che Vallanzasca non è mai stato né collaboratore di giustizia , né pentito “per comodo“) si va a rompere le scatole, e per di più con la scusante che vicino a Sarnico abitano due anziani a cui Vallanzasca aveva sottratto l’auto durante una sua fuga nel lontano 1977?
    Oppure perché in terra orobica vivono ancora i parenti dei Poliziotti uccisi da Vallanzasca?
    Certo, dal punto di vista morale quest’ultima considerazione potrebbe essere più che giusta, se non fosse che Sarnico e Dalmine (cittadina quest’ultima, dove si svolse la sparatoria in cui morirono i due poliziotti)distano più o meno gli stessi chilometri che dista Dalmine da Milano, città dove Vallanzasca già da tempo aveva iniziato a lavorare senza destare polemiche a riguardo.
    Quindi, se e vero che la legge va rispettata, dovrebbe essere la legge stessa a farsi carico del rientro in società del rieducato, senza permettere stupidi e inutili clamori mediatici, con il medesimo rigore adottato durante il lungo svolgimento della pena, senza “se” e senza “ma“.
    D’accordo, un bandito che ha rubato e ucciso deve pagare , e neanche 100 anni di carcere potrebbero servire a placare la rabbia dei parenti delle vittime, ma ricordiamoci che di vittime in quel periodo storico ce ne sono state parecchie per mano di banditi, ma anche per mano di poliziotti e carabinieri; e la rabbia è la stessa credetemi, perchè figli, fratelli, madri e padri restano tali anche se il morto in questione è un bandito, e di parenti ce ne sono tanti sparsi qua e là!
    E comunque, visto l’evolversi di certe situazioni nell’odierno mondo politico ci sarebbe molto da dire a riguardo, e con il senno del poi certe scelte controcorrente attuate da migliaia di giovani in quegli anni, non risultano ai giorni nostri poi cosi campate in aria.
    Quindi ben vengano le medaglie ad onore per gli eroi di guerra , per gli agenti di Polizia e Carabinieri morti per difendere le leggi dello stato, ma attenzione, se un giorno poi ci accorgessimo che è stata tutta una grande fregatura e tutte quelle rispettabili vittime erano e sono a loro insaputa complici di un grande ladrocinio che va avanti dal dopoguerra sino ai giorni nostri ?
    Migliaia di macchine blu, immensi sprechi statali, segretari di partito, parenti ed amici di leader politici insegnano!
    E se oltre a questo un giorno navigando su internet scoprissimo per caso che capi di polizia, ragionieri di stato, amministratori penitenziari e direttori del monopolio ecc. ecc. prendono stipendi che sfiorano i 500.000 (cinquecentomila)euro l’anno, cosa diremmo?
    Facile essere onesti con “certi bottini” in saccoccia, probabilmente neanche Vallanzasca sarebbe diventato un ladro, o meglio lo sarebbe stato senza finire in galera, perchè se la vogliamo dire tutta, quegli stipendi derivano ancora da ingiuste tasse e balzelli che noi poveri mortali (Carabinieri e Poliziotti compresi) siamo obbligati a pagare.
    A questo punto le gesta di Vallanzasca insieme a quelle di migliaia di ragazzi di quegli anni sbiadirebbero a confronto e forse finalmente finirebbe questa inutile guerra tra “poveri“.
    Certo ,Vallanzasca è Vallanzasca e probabilmente è anche vero che anni fa è stato lui stesso ad innescare questo particolare meccanismo mediatico sulla sua persona, ma se si pensa che stiamo parlando del secolo scorso e di quel particolare periodo storico che difficilmente potrà rinverdirsi, la cosa diventa veramente molto meno pesante, sia sul piano legale, sia su quello penale.
    Ma allora perché tanto accanimento mediatico?
    Probabilmente il nome di Vallanzasca è ancora un bel treno a cui attaccarsi in qualsiasi modo, sia dal punto di vista giornalistico, che (ahimé) politico .
    Ma volete mettere un politico che rischiaffa dentro i banditi di 35 anni fa?
    Fa niente se poi permette di uscire ai banditi dei giorni nostri per i più svariati motivi!
    Poco importa se permette sconti di pena a chi ammazza per il gusto di farlo, pentito solo perchè si accorge che in carcere si sta male!
    Per esempio, ricordate la banda della uno bianca? Arrestata nel 1994, quasi tutti liberi o in semi libertà da tempo.
    O il poliziotto che ha sparato a Gabriele Sandri (9 anni di condanna e presto probabilmente gia fuori) e quanti altri casi di omicidi da parte di appartenenti alle forze dell’ordine e proprio per questo moralmente e penalmente ancor più gravi e discutibili?
    Per non parlare dei vari pentiti o collaboratori di giustizia e dei rispettivi e costosissimi programmi di protezione!
    Ma per tutti questi le attenzioni mediatiche e le “distanze di rispetto” non esistono?
    Eppure anche loro hanno ucciso, anche in modo molto più crudele, spesso e volentieri senza nemmeno un motivo.
    E allora perchè come al solito si adottano due pesi e due misure?
    E‘ accettabile che magari un giorno, entrando in un panificio ci vengano proposte due baguette da Spaccarotella; o sedendoci in un bar si possa essere serviti dal Brusca di turno?
    Mah, forse sarò anticostituzionalista ma sinceramente se potessi scegliere, preferirei mille volte….. comperare una giacca da Vallanzasca!
    Emiliano Facchinetti

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