Danno i numeri a caso

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Sono sicuro, è colpa di Lucifero. In attesa che Beatrice faccia dare altri numeri a qualcuno per l’improvviso calo di temperature largamente previsto.

A cosa faccio riferimento? Alla ridda di informazioni – spesso contrapposte – a cui i giornali di carta e quelli online sottopongono i lettori ogni giorno.

Intendiamoci, non è certo colpa dei colleghi, i quali fanno il loro mestiere.

Sono i ministri, i politici, i sindacalisti, le agenzie di rating che dicono tutto e il contrario di tutto nel breve volgere di qualche giorno o – in alcuni casi – anche di qualche ora.

Vi faccio qualche luminoso esempio? Prima di andare in ferie alcuni ministri preoccupati dicono che servono altri 30 milioni di euro per far quadrare il bilancio. Ora la Fornero, forse Passera e un altro di cui mi sfugge il nome dicono che le tasse sui lavoro dipendente sono troppo alte e che il peso della pressione fiscale va, in generale, abbassato. Ma se abbassano le tasse dove vanno a prendere i danè? Lo so dove vanno: alzano le accise su benzina e gasolio.

Le tasse sono troppo alte, vanno abbassate, dicono. Intanto si legge che ogni famiglia – a causa di rincari di alimentari, energia e varie amenità spenderà circa 2300 euro in più ogni anno, ai quali vanno aggiunti i quasi 700 euro per i pieni di carburante. La somma fa 3000.

E se continuano ad aumentare benzina e gasolio, in un paese il cui trasporto merci avviene all’85% su gomma,  presto arriveranno altri rincari sulle materie prime e poi sui semilavorati e poi sui prodotti finiti: è automatico.

Parliamo delle agenzie di rating? Ora dicono che usciremo dalla crisi nel 2013 (lo dicevano già nel 2011 per il 2012 ma sorvoliamo). Ma se fino a qualche giorno fa eravamo sull’orlo del default con uno spread a quota 500 come facciamo ad essere diventati così virtuosi in pochi giorni? Eppure la situazione economica del paese è rimasta la stessa e il debito pubblico sta ancora aumentando alla velocità della luce e nessuno parla di ripresa della crescita che può portarci fuori dal tunnel. Anzi i dati dicono che sono cresciuti i parametri di riferimento indicatori del peggio, come cassa integrazione e disoccupazione.

Parliamo delle banche? Parliamone. Mi risulta che i rubinetti del credito ad aziende e privati siano ancora chiusi e che i rating di valutazione delle varie attività imprenditoriali siano, generalizzando, fortemente peggiorati. Certo, allo sportello lo spiegano con una centralizzazione delle decisioni sui crediti, al fine di togliere autonomia decisionale alle filiali territoriali, ma chi ci crede? La verità è che le esposizioni e le sofferenze o i crediti inesigibili sono in forte aumento; che le banche sono piene di immobili confiscati a clienti che non rientravano con i fidi e che questi immobili, vista la caduta verticale del mercato immobiliare, valgono assai poco rispetto al valore iniziale di quando erano stati dati in garanzia. Sicuramente le banche, considerate la spina dorsale del sistema paese, saranno sempre sorrette finanziariamente dalle istituzioni.

La le aziende e le famiglie da chi saranno sostenute se le banche non aprono i rubinetti del credito a tassi accettabili?

Alla faccia dell’ottimismo di ministri tecnici e agenzie di rating io vedo solo costi e spese in continuo aumento per aziende a famiglie e grande incertezza per l’immediato futuro.

I grandi assenti di questi giorni sono i “politici di professione” dei grandi e piccoli partiti che occupano il parlamento. Si sa, un ferragosto di relax non si nega a nessuno, nemmeno a quei grandi lavoratori dei nostri governanti. Ma, da questo punto di vista, le foto  che ritraggono un po’ tutti i politici nostrani spiaggiati qua e là ci rassicurano. Si stanno riposando e certamente torneranno a settembre belli pimpanti, pronti per tornare a litigare furiosamente per difendere meglio i loro interessi, sì, quelli personali o di partito.