BRENZONE – Da Porto a Acquafresca: nuova pista ciclopedonale

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Nei giorni scorsi, dopo soli due mesi dall’inizio dei lavori, il primo tratto della pista ciclopedonale sul lungolago di Porto Acquafresca è stato inaugurato e aperto al pubblico con ponticelli moderni, aree verdi e spiaggette rinnovate.

“Si tratta di un lavoro portato a termine in tempi record – ha affermato il vicesindaco di Brenzone e assessore ai lavori pubblici Aldo Veronesi –. In un anno si è proceduto alla progettazione, all’appalto e ai lavori che in un paio di mesi hanno portato a termine l’opera, segno dell’efficienza dell’apparato tecnico comunale, dei progettisti dello studio Lotti e Fontana e dell’impresa Rigatelli che hanno lavorato in collaborazione per questo traguardo”.

Il tratto di lungolago interessato dai lavori si protende per 440 metri ed è costato 560 mila euro, finanziati per la metà da fondi regionali e per la restante parte dal Comune. Oltre ad un’attività di recupero e riqualificazione, è stata creata una nuova spiaggia a Porto e sono stati aggiunti dei massi a quella di Acquafresca al fine di ripararla dalle onde e di valorizzare il paesaggio.

Il progetto ha previsto un’unica corsa per pedoni e biciclette con pavimentazione in porfido e ciottoli, affiancata da ampi spazi verdi e prendisole per i bagnanti. “Più che guardare all’opera come a un traguardo – ha affermato il sindaco di Brenzone Rinaldo Sartori – mi piace poterla interpretare come un punto di partenza per il futuro. Il fatto di conciliare la parte legata alla balneazione e alle spiagge con il percorso ciclopedonale può costituire un modello di sviluppo per il lungolago del futuro”.

Conclusi i lavori del primo tratto, si attende il completamento del progetto nel segmento di lungolago che da Magugnano porta a Santa Maria: si tratta di 1.200 metri di lunghezza per 670 mila euro di spesa, coperta in buona parte dalla Regione. “Per questo secondo tratto ci sono alcuni dettagli realizzativi che rivedremo ad ottobre dopo la stagione turistica, ma in linea generale – ha spiegato Veronesi – contiamo di chiudere il grosso del lavoro entro una decina di giorni al massimo”.