PADENGHE E RIVA DEL GARDA – Sbagliato il verdetto di Legambiente: l’acqua del lago è pulita

0

Il Comune di Padenghe e Garda Uno, confortati dai dati raccolti dall’Asl lo scorso 20 luglio, confutano il verdetto dalla Goletta dei Laghi, che qualche giorno prima, alla foce del Vaso Rì, vicino al porto, aveva effettuato analisi e classificato le acque come ‘fortemente inquinate’. L’area monitorata da Legambiente è balneabile e il torrente è costantemente sotto controllo, ha spiegato il sindaco Patrizia Avanzini. Al più si potrebbe pensare ad un effetto scolmatore del collettore fognario, in quanto si presume che le analisi della Goletta siano state effettuate poco dopo un temporale.

“Gli scolmatori si attivano quando piove – ha spiegato Mario Giacomelli, responsabile del settore ciclo idrico integrato di Garda Uno – e sono monitorati dal telecontrollo, quindi sappiamo quando si attivano. Bisognerebbe capire come e quando Legambiente ha fatto le analisi. Non conoscendo il giorno non possiamo verificare, ma di certo il Vaso Rì è pulito: anche noi abbiamo controllato che non ci fossero scarichi irregolari”.

Il Comune di Riva del Garda, dal suo canto, in risposta al comunicato stampa pubblicato da Legambiente Verona sul proprio sito web, ha comunicato che è stata travisata la realtà dei fatti ed è stata creata in modo infondato la convinzione che l’acqua del lago abbia problemi di salubrità. L’Amministrazione comunale ha, infatti, sottolineato che il controllo della qualità delle acque è un’operazione complessa da compiere in modo accurato e secondo procedure ben precise, scientificamente fondate. Procedure per le quali gli unici soggetti legalmente competenti sono il Ministero dell’Ambiente e l’Azienda provinciale per i Servizi Sanitari, che lo scorso luglio, mediante analisi effettuate presso laboratori certificati, hanno decretato che la qualità delle acque di balneazione è eccellente. Quella di Legambiente, pertanto, sarebbe una classificazione errata, come già era accaduto nel corso del 2006. “Si coglie l’occasione per stigmatizzare quanto accaduto, che ha lanciato un allarme ingiustificato che nuoce all’immagine del territorio e preoccupa (senza reale motivo) i cittadini e gli ospiti; a questo proposito l’amministrazione comunale sta valutando la possibilità di rivolgersi ad un legale, allo scopo di ripristinare una corretta informazione e di tutelarsi rispetto ad un eventuale danno d’immagine” – queste le parole con le quali si conclude il comunicato del Comune gardesano.

Siano le acque del Garda inquinate o pulite, una cosa è certa: devono essere accelerati i tempi e devono essere trovati i fondi per creare prima possibile una nuova linea del depuratore. “Peschiera non regge più – ha dichiarato Patrizia Avanzini -. È un progetto importante per salvare il lago e al riguardo il Ministro dell’Ambiente ha fatto promesse”. La questione è già stata portata all’attenzione di Mario Bocchio, presidente di Garda Uno spa, che non ha negato l’esistenza di criticità, soprattutto nel periodo estivo, quando Brescia, grazie ai turisti, moltiplica le presenze sul lago. “Al proposito – ha dichiarato – da Brescia a Verona il transito dei liquami avviene con condotte sub-lacquali vecchie di 35 anni. Perciò dobbiamo pensare a interventi preventivi nell’ottica di eventuali disfunzioni delle condotte. Garda Uno ha predisposto un progetto, che abbiamo presentato al ministro Rocco Crimi durante la sua recente visita sul Garda, che consiste nello sdoppiamento su due linee e quindi nel funzionamento del depuratore situato a Visano che, dopo interventi di adeguamento, sarà in grado di raccogliere i liquami della sponda bresciana del lago. Quindi, in buona sostanza, avremo due depuratori, uno a Peschiera e l’altro a Visano, in grado di fornire la massima efficienza rispetto alle necessità del territorio, soprattutto d’estate quando le presenze sono moltiplicate per il turismo. Inoltre, si provvederebbe all’eliminazione delle condotte sub-lacquali, che potrebbero dare problemi nel caso di perdite. L’intervento complessivo comporterà una spesa di 70, 80 milioni di euro.  Dunque – ha terminato il presidente di Garda Uno – avremo la necessità di essere supportati da enti superiori. Il ministro Crimi ha fatto riferimento a un tavolo tecnico tra Regione e Provincia, idea sulla quale siamo d’accordo. Meno condivisibili le parole del ministro quando afferma che per quest’opera non vi saranno fondi statali. L’intervento di cui parliamo, infatti, oltre a dare uniformità a un sistema complesso, andrà a garantire il territorio anche nei suoi momenti di massima diffusione turistica. E il turismo è una ‘industria’ primaria per l’economia del lago di Garda bresciano”.