Siamo sudditi ma non deficienti

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Avrei voluto titolare l’articolo con un finale diverso, che vi lascio immaginare, ma avrei potuto incorrere nelle ire di qualche lettore benpensante e mi sono limitato a dire che non siamo deficienti.

Sudditi sì – come dice Oscar Giannino – ma la testa la sappiamo usare. Trovo assolutamente inaccettabile e privo di buongusto che SuperMarioMonti faccia lo spiritoso su un problema delicato e sensibile come la riduzione del carico fiscale. L’ha fatto il giorno dopo ferragosto smentendo tutti coloro che avevano detto e scritto che era imminente la riduzione delle aliquote irpef.

Repubblica in testa che gioiva, ovviamente, con un titolone a tutta pagina. Sembra diventato il giornale più istituzionale in distribuzione all’edicola.  Mentre – in realtà – il superpremier scherzava dicendo pressappoco che “aveva aspettato il 16 a smentire per non rovinare il ferragosto agli italiani”.

Ma come si fa a prendere in giro la gente in quel modo? Lo so, come si fa: basta avere un reddito dichiarato di un milione e quattrocentomila euro.

E Fini? Parliamo di Fini, altro campione del “ma io che c’entro” il quale – dopo che Libero ha reso pubblico il costo di 80mila euro della sua scorta, per qualche settimana di ferie per lui e la nuova famiglia – ha detto ai giornali che su questi argomenti decide il Viminale e che, anzi, era ora che il ministro dell’Interno facesse chiarezza, per lui e per tutti i politici sottoposti a scorta, cosicchè a nessuno venga in mente di dire che loro sono una casta.

Grande, davvero un grande. Era necessario che lo scrivesse un giornale che è uno scempio di risorse di cui vergognarsi? E lui dov’è stato in tutti questi anni durante i quali la scorta non la si negava nemmeno a un peones qualsiasi purchè fosse amico di un “qualsiasi lei non sa chi sono io”?

Ripeto il titolo rafforzando il concetto: siamo sudditi ma mica siamo coglioni.

Poi, per non farci mancare nulla, ma proprio nulla, SuperMarioMonti è tornato – agguerritissimo, è il caso di dirlo – a bastonare gli evasori fiscali dichiarando che “per colpa loro l’Italia si trova in uno stato di guerra”.

Sarà il caldo. E’ sicuramente colpa di Scipione o Caligola o – forse – il prossimo Lucifero.

Vuole farci credere che i mali d’Italia sono causati dall’evasione fiscale. Non da cinquant’anni di politiche dissennate e di politici ladri, no. Colpa totale degli evasori.

Il nostro debito che è in questo momento – ma mentre scrivo sale vertiginosamente ogni secondo – 1.974.855.250.572 di euro, pari a un debito pro capite di 32.793 euro, è tutta colpa degli evasori fiscali.

I quali sono responsabili – a dire il vero – di un’evasione di circa il 20% del pil che si aggira intorno ad una cifra che sta tra i 270 e i 340 miliardii di euro.

Dell’argomento si è interessato anche “la Stratfor Global Intelligence di Austin, Texas, una delle maggiori società americane di analisi geopolitiche, considerata addirittura una sorta di Cia privata, da quando Anonymous e Wikileaks hanno svelato come nei database della società americana ci fossero circa 5 milioni di e-mail riconducibili a società e organizzazioni di mezzo mondo” (n.d.r.: fonte “il Giornale.it”)

La Stratfor ha elaborato un report dal titolo eloquente: «Il paradosso dell’economia sommersa italiana». In buona sostanza dallo studio emerge che proprio per l’evasione, l’Italia è riuscita fino a oggi a scongiurare il default. In altre parole, grazie all’ «economia sommersa» e al cosiddetto lavoro nero «è – si legge – molto più in salute di quanto appaia».

La Stratfor stima che in Italia ci sia un’economia sommersa che oscilla tra il 17 e il 21% del Pil. Una cifra che va dai 270 ai 340 miliardi di euro: «le più accreditate e indipendenti analisi ritengono che l’Italia abbia una delle maggiori economie sommerse dell’Europa occidentale, pari al doppio di quelle di Germania e Francia».….«l’economia sommersa è di fatto una rete di sicurezza che le autorità, soprattutto a livello locale, tollerano e spesso incoraggiano per evitare il malcontento sociale e per guadagnare voti». In conclusione Stratfor scrive che: «Il risvolto positivo, se così si può dire, è che l’economia sommersa ha ammorbidito gli effetti della crisi, al punto che se si combinano attività economiche alla luce del sole, evasione e attività criminali, l’Italia risulta un Paese molto più in salute di quel che sembra». E non dimentica – a dire il vero – nemmeno il ruolo della famiglia italiana e della sua propensione al risparmio, considerata tra «quegli strumenti economici, sociali e politici che stanno salvando l’Italia dal default»

Caro Professore, o premier, o come cavolo vuole essere chiamato, Lei è ancora convinto che siamo in stato di guerra per colpa degli evasori? Allora ci ha preso davvero per dei coglioni.