VALVESTINO – Bollone, la festa alla fine della strada

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Agosto è tempo di relax anche per noi cronisti stanchi ma pur sempre stanziali e restii ai grandi viaggi. D’altra parte – essendo in ferie tutto l’anno, come tutti coloro che amano il loro

Il paiolo della polenta taragna

lavoro – non possiamo certo abusare della fortuna e pretendere di assentarci dalle nostre valli natie anche in una domenica di mezza estate.

E allora, spinti dai parenti che – si sa – li si trova e non li si sceglie, e accompagnati dal Dogui che quando si “degusta” piatti tipici è sempre in prima fila, dirigiamo il bel muso del nostro Wralgler completamente scoperto verso le Coste di Sant’Eusebio. Destinazione finale Bollone.

Bollone? Bollone, comune di Valvestino. Lasciamo a Wikipedia il compito di raccontarvi la storia di questo borgo che conta – oggi – ben otto cittadini residenti. Uno di loro ci racconterà, durante la giornata, che in epoche passate sono stati addirittura più di mille, gli abitanti del borgo.

Ma, andiamo con ordine. Scolliniamo sotto un cielo poco limpido che alterna raggi del bel sole d’agosto con incombenti nubi minacciose.
Odolo, Sabbio Chiese, poi Lavenone dove “sognano ancora l’Italia romana”, Idro e poi via, su per le pareti della montagna che ci porta a Capovalle e poi giù verso la Valvestino. Non sarà l’Alto Adige o il Trentino, ma le nostre valli hanno sempre il loro fascino.

Troviamo traffico solo nei punti di snodo ma il panorama del fuoristrada scoperto è davvero fantastico.

Finalmente vediamo la deviazione per Bollone e dopo quattro km di salita attraverso una strada che devi solo sperare di non incontrare un’altra auto altrimenti sono cavoli amari arriviamo in fondo, strada chiusa, qui finisce il mondo.

E si apre una piazza densamente popolata di gente che non vede l’ora di mettersi con i piedi sotto il tavolo.
Ci attendono, siamo delle celebrità, parleremo dell’evento. Il nostro giornale è conosciuto e letto perché quasi tutti i villeggianti vengono dalle valli vicine. Ma le chiacchiere vengono dopo. Prima la tavola.

Portata unica di polenta “taragna” con salamina e patatine fritte, innaffiata con un buon rosso. Che dire? La fine del mondo. E mentre intorno a noi decolla la festa con estrazioni a premi, musica e balli, facciamo il nostro dovere di cronisti. Siamo davanti all’Alcide Salvadori, fondatore, “past president” e presidente onorario e all’attuale presidente Giuseppe Andreoli.

Ci spiegano che “Bollone in festa” è una onlus fondata nel 2002 per organizzare questi eventi che durante il mese di agosto animano il paese. Naturalmente la ventina di soci di questa onlus sono tutti volontari che si occupano anche di tracciare percorsi alla scoperta della flora e della fauna locali, o di proiettare filmati storici di questi luoghi per farli conoscere ai più giovani e ai bambini. E la domenica grande festa sotto i tendoni in piazza con le specialità del posto: spiedo, salamelle, polenta taragna e buon vino.

E da fine agosto cala il sipario, si torna alla quiete di sempre, in otto ad aspettar sera fino all’inizio d’agosto dell’anno prossimo venturo.

Noi torniamo verso casa passando per il Benaco, ma questa è una storia di vergogna che vi raccontiamo altrove.