SIRMIONE – Il sumo “impiccato”: tutti contro la scultura di Bombardieri

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Nella penisola cara a Catullo, a lato dell’incrocio di Colombare, nei giorni scorsi è stata esposta la grande scultura “Il peso del tempo sospeso, Sumo”. Si tratta di un’opera realizzata da Stefano Bombardieri, artista bresciano di 44 anni di matrice iperrealista, e facente parte della mostra Pietra & Co. Public Art 2012, realizzata dal municipio in collaborazione con il Consorzio Marmisti Bresciani.

Dal 7 luglio al 14 ottobre, infatti, le vie della cittadella gardesana ospiteranno opere scultoree dalle forme animali, volte a sensibilizzare cittadini e turisti sul precario equilibrio naturale cui l’ambiente terrestre è soggetto. In modo particolare, le sculture rappresenteranno quelle specie animali che sono a rischio d’estinzione e il lottatore di Sumo vuole essere, secondo le intenzioni dell’autore, un segnale culturale di come anche la specie umana possa seguire la medesima sorte.

L’opera ha, tuttavia, destato aspre polemiche: una delegazione di uomini d’affari giapponesi che domenica era in visita a Sirmione ha scambiato il lottatore di Sumo per un fantoccio asiatico impiccato. La scultura, a grandezza naturale, è stata addirittura descritta da un architetto di Peschiera come “una struttura inneggiante ad una forma di tortura”. Il Sumo ha destato non solo l’indignazione dei giapponesi, ma anche di molti sirmionesi che si sono adoperati per raccogliere le firme al fine di chiederne la rimozione: il caso da locale rischia di raggiungere fama internazionale.

Il sindaco Alessandro Mattinzoli ha già annunciato che l’opera non verrà toccata. “Sono deluso e indignato – ha affermato.- Indignato dai giudizi che ritengo affrettati e ingiusti, espressi da chi non ha nemmeno osservato con attenzione l’opera d’arte né letto il cartellino. Il lottatore di Sumo di Bombardieri, scultore assai noto per aver anche partecipato due volte alla Biennale di Venezia, non è rappresentato impiccato ma appeso per la cintura ad un filo. Il filo della vita, per intenderci, che non deve essere spezzato ma salvaguardato. Quello di Bombardieri è un messaggio positivo che, a giudicare da tutta questa attenzione, evidentemente, ha colto nel segno. E come sindaco non ho alcuna intenzione di eliminarlo”.