LONATO – Il Tar boccia l’ordinanza del Comune: via libera ai volantini

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Nei giorni scorsi il Tar di Brescia ha annullato l’ordinanza firmata dal sindaco gardesano Mario Bocchio nel marzo scorso nella quale, assecondando le continue lamentele dei cittadini, era stato disposto il divieto per tutte le attività economiche di distribuire, affiggere ed esporre all’interno del territorio comunale manifesti, volantini e simili collocandoli, anche temporaneamente, su beni situati in luoghi pubblici, compresi i pali dell’illuminazione o della segnaletica stradale, gli alberi, le porte di accesso dei locali, gli androni delle abitazioni private, i parabrezza o i lunotti delle auto.

Il provvedimento prevedeva anche il divieto di depositare materiale pubblicitario nelle cassette postali, a condizione che in prossimità delle stesse fosse stato esposto un cartello visibile di non gradimento, e l’onere per le ditte che ricorrevano al volantinaggio di segnalare al Comando di Polizia Municipale, almeno tre giorni prima dell’inizio delle operazioni, l’itinerario che sarebbe stato seguito.

Gli incaricati delle operazioni, inoltre, secondo quanto stabilito dall’ordinanza, avrebbero dovuto esibire un tesserino identificativo ogni volta fosse fatta richiesta. Queste misure non sono state accolte di buon grado dalla società Newpenta Service che si occupa, per l’appunto, di servizi pubblicitari: il ricorso presentato al Tar di Brescia è stato accolto, annullando il provvedimento. I giudici bresciani si sono pronunciati nel senso che la distribuzione di volantini si configura come un’attività essenzialmente libera, nei confronti della quale le amministrazioni comunali non vantano poteri regolatori.

In altre parole, i Comuni non sono competenti a disciplinarla, interferendo nel rapporto sussistente fra operatori commerciali e potenziali clienti. L’intervento del Comune, pertanto, deve considerarsi illegittimo, in quanto lesivo del regime di libera concorrenza. Ciò non significa che l’attività di volantinaggio sia del tutto sprovvista di una disciplina: le norme statali prevedono che possa essere esercitata in libertà, ma fissando parametri per garantire la salvaguardia dell’ambiente e il decoro dei cittadini.

Se queste disposizioni vengono rispettate, come nel caso di Lonato, la scelta del sistema di organizzazione e gestione rientra nel libero apprezzamento delle imprese, che in nessuna misura può essere coartato dalle autorità pubbliche. Il principio di proporzionalità impone, infatti, che i provvedimenti delle PA non possano essere arbitrari, ma debbano essere supportati da un’adeguata motivazione che tenga conto dell’interesse primario e degli interessi e circostanze di fatto con cui questo potrebbe entrare in conflitto, comportando il minor sacrificio possibile per le posizioni dei privati coinvolti.