Le lacrime di Alex Schwazer

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Da giovane – non ricordo neppure quanti anni fa – ho praticato l’atletica leggera, correvo i 100 metri. Non con grandi risultati agonistici, per altro. Ma con la passione di chi, grazie allo sport, è rimasto lontano dalle cattive compagnie, dalle risse politiche per strada degli anni 70, dalla droga e dall’alcol.

Alex Schwazer in lacrime al tg1

Frasi fatte? Forse – per chi non ha vissuto quei tempi – ma realtà per chi come me c’era. Ora leggo di Alex Schwazer e della sua triste storia di doping. Per la verità leggo frasi cattive, mai dedicate prima a casi simili o mai dedicate alla schifezza delle scommesse clandestine nel calcio. Perché questa differenza?

Schwazer non mi era simpatico, con quel modo di fare da primo della classe, con quella pubblicità idiota della sua vita alpestre e genuina vissuta su in Tirolo, terra che amo alla follia.

Ma ora non lo crocifiggo. 28 anni e la voglia di vincere, di stare al passo anche con una fidanzata vincente e famosa possono farti commettere degli errori. Non mi bevo la storia che lei abbia preso per buone le spiegazioni delle vitamine nel frigo di casa.

Non so voi, ma io non riesco a nascondere a mia moglie nemmeno d’aver ingerito una bustina di Aulin. Figuriamoci se – quando due vivono insieme – si può tranquillamente nascondere Epo nel frigo e farle passare per vitamine. E’ come dare dell’idiota a chi ti sta vicino.

Detto questo, giù il cappello: mi è piaciuto come ha affrontato la stampa e ha spiegato che ha fatto una cazzata. Chiaro, semplice, senza cercare scuse o gettare responsabilità su altri.

Mi sembra una buona ripartenza. Non so se nell’atletica, ma nella vita sicuramente sì. E mi pare che abbia la fortuna di avere anche una bella famiglia vicino, come si conviene alle migliori tradizioni di quella terra in cui ho trascorso qualche anno in divisa che – tanto per intenderci – non è certo il paradiso in terra ma conserva valori autentici che in casi simili aiutano davvero.