Dando un po’ di numeri ci avviciniamo a ferragosto

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Sarà il caldo di Nerone che in questi giorni infiamma la penisola, sarà che agosto tende a lasciare che la mente si goda le agognate ferie ma a me pare che tutti – anche chi non è autorizzato a farlo – stia dando un po’ “i numeri”.

Allora iniziamo a riportare i numeri di chi è autorizzato – per il lavoro che svolge – a darli per davvero, cioè l’Istat.

Produzione industriale di giugno giù dell’1,4% rispetto a maggio e dell’8,2% rispetto a giugno 2011.

Il mercato dell’auto giù a giugno del 22,5% rispetto a giugno 2011, mentre nel semestre la diminuzione tendenziale è del 20,1%.

La vendita di carburante nell’ultimo semestre è calata del 10,4% sul periodo dello scorso anno.

La diminuzione più grave, su base annua, l’hanno registrata i beni intermedi (-10,2%), ma dati negativi si sono riscontrati anche per quelli di consumo (-8%) e per i beni strumentali (-7,5%).

Il Pil (prodotto interno lordo, cioè la ricchezza lorda prodotta dall’azienda-paese) è il dato negativo più preoccupante con una diminuzione nel secondo trimestre 2012 dello 0,7% sul trimestre precedente, e del 2,5%  in meno rispetto allo stesso periodo del 2011. Il calo su base tendenziale è del 2,5%, ed è il peggiore che si registra dal quarto trimestre del 2009 quando la diminuzione aveva toccato il 3,5%. La variazione del Pil acquisita per il 2012 è pari all’1,9%.

Ma non pensiate che vada male come sembra. Anche SuperMario Monti ha dato i suoi numeri – tra una dichiarazione di ottimismo e l’altra – dicendo che senza di lui lo spread sarebbe a 1200. Invece si aggira come uno spettro tra 450 e 570. Un gran bel risultato.

Come quello di aver fatto incazzare prima i tedeschi – con le sue lezioni di architettura istituzionale, diciamo, un attimino ardite – e poi il Pdl con la storia dello “spread su a 1200” (che mi ricorda tanto una fantastica battuta del miglior Renato anni 80).

Io mi chiedo se il “preside” – come lo chiama sagacemente Giuliano Ferrara – faccia “teatro”, quando le spara grosse, o se davvero è convinto di quel che dice.

Perché, se delle due fosse la seconda, avrebbe ragione quella mia amica che tra un cazzeggio e l’altro mi ha inviato un’immagine presa – credo – da Facebook che recitava pressappoco così: “Berlusconi andava a putt.., invece Monti a putt…ci manda noi e il paese intero”.

Voi, cari lettori, che dite? E non ditemi che un grande editorialista non utilizzerebbe un simile linguaggio. E’ agosto anche per i direttori.

1 Commento

  1. Ciao direttore! un grande editorialista usa un linguaggio comprensibile e condivisibile dai lettori, quindi non crucciarti. Monti a fare il mestiere più antico e redditizio del mondo manda qualcuno di noi…mi sa….
    Infine che commentare? tra le percentuali citate quella più avvilente mi sembra il calo nell’investimento in beni strumentali….siamo arrivati alla frutta

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