POLPENAZZE – Resti di un bambino di 4000 anni fa, indagini sulla morte

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L’antico laghetto di Lucone, un sito palafittico da tempo oggetto di scavi dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco, nei giorni scorsi ha restituito, fra i campi di grano, i resti di un bambino di 3-4 anni risalenti al 1980 a.C. Gli archeologi che si stanno occupando delle ricerche nella zona, guidati da Marco Baioni e affiancati da Carlo Pettini del Gruppo Grotte Gavardo, hanno trovato il cranio, parzialmente frammentato, del bimbo poggiato su due pali e circondato da pezzi di corteccia di ontano.

Dall’esame della dentatura è stato possibile risalire all’età della morte, ma ancora ignote risultano essere le cause del decesso. Per ora, è stata esclusa soltanto la possibilità per cui la morte sia stata dovuta all’incendio delle capanne avvenuto attorno a quell’epoca, mentre rimangono aperte altre strade. “Il ritrovamento del teschio, praticamente intero, del bambino – ha sottolineato Baioni – è certamente il più importante di questi ultimi anni.

La palafitta del bronzo antico – ha aggiunto – è stata datata al 2034 a.C. Fu distrutta da un incendio attorno al 1969 a. C. come mostrano le cime dei pali che sostenevano il pavimento in assi di legno delle capanne ancora oggi visibili. Ma non è l’unico. Abbiamo infatti recuperato una grande olla contenete spighe di frumento. E ancora cinque frullini ricavati da legno di abete per fare il formaggio e numerosi vasi interi, resti di ossa specie di cinghiale e maiale, oltre a conchiglie. Lo scavo è aperto tutti i venerdì fino al 2 ottobre”.